L’università di Padova dà il via a una sperimentazione che verrà effettuata in alcune strutture ospedaliere Venete: 28 malati di Covid saranno sottoposti ad una terapia alimentare chetogenica

di Michele Pigozzo

Un’alimentazione con pochi carboidrati, meno di 30 g al giorno per combattere il COVID. Il cibo come arma contro gli effetti più severi e le complicanze da infezione da Sars-CoV-2.

La dieta chetogenica utilizzata fin dal 1920 per curare le epilessie, ultimamente è stata utilizzata per tutta un’altra serie di patologie, dalla riduzione del peso negli obesi, e in generale grazie all’effetto antiinfiammatorio in molte altre patologie.

Parte dall’Università degli Studi di Padova una ricerca “prima nel suo genere” che verrà effettuata in alcunestrutture ospedaliere Venete e che sarà una vera e propria “terapia alimentare” a base di una dieta chetogenica

A supervisionare la sperimentazione è il professore Antonio Paoli, ordinario presso il Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova che abbiamo intervistato.

 

Professor Paoli, la dieta chetogenica come può agire nella cura degli effetti del Sars-CoV-2?

“La dieta chetogenica contribuisce a diminuire l’infiammazione, effetto importante visto che è proprio l’infiammazione a favorire la cosiddetta “tempesta citochinica”, ossia una risposta esagerata del sistema immunitario.

La chetosi fisiologica e la riduzione della glicemia ottenuti con questa terapia dietetica si ritiene possono aiutare il sistema immunitario, ridurre l’infiammazione e ridurre l’aggressività del virus;  si tenga presente che recenti ricerche hanno dimostrato come il glucosio venga utilizzato da virus influenzali come veicolo per espandersi e proliferare. Si è notato, infatti, che il virus riesce a moltiplicarsi di più laddove il livello di glucosio è maggiore. Diminuendo quindi il livello di glucosio nel sangue si spera di ridurre anche la capacità infettiva del virus”.

E’ risaputo che i soggetti con più patologie sono maggiormente a rischio, i Diabetici di tipo 2 e gli Obesi che vantaggi hanno con questa cura:
“Oramai sono tante le evidenze scientifiche che hanno dimostrato che l’obesità e il diabete di tipo 2 sono fattori di rischio per le complicanze più severe del coronavirus. Diverse ricerche scientifiche effettuate hanno evidenziato che la dieta chetogenica, riduce il grasso viscerale, l’obesità addominale considerata uno dei più importanti fattori di rischio di mortalità per malattie cardiovascolari, nonché uno dei principali fattori di rischio associati al diabete di tipo 2. Per facilitare la comprensione del perché questo grasso può creare problemi, possiamo immaginarlo come un tessuto che avvolge gli organi e contemporaneamente libera sostanze pro-infiammatorie e acidi grassi nel sangue”.

Come e dove si svolgerà questa sperimentazione?
“La effettueremo, nell’arco di alcuni mesi, su 28 pazienti ricoverati in alcune strutture ospedaliere Venete. Si tratta di pazienti ricoverati per il Coronavirus ma che non si trovano in terapia intensiva. Pazienti comunque che hanno una saturazione di ossigeno sopra l’88%, che acconsentono volontariamente alla sperimentazione”.

In che cosa consiste il regime alimentare al quale li sottoporrete?
“Innanzitutto verrà creata una dieta che non prevede l’utilizzo di carboidrati semplici e/o di zuccheri e integreremo tutto ciò con dei preparati chetogenici della Gianluca Mech che si è reso disponibile per la sperimentazione e ce li fornirà gratuitamente. Si tratta di preparati con pochissimi carboidrati, ricchi invece di fibre e proteine che sono necessarie per sostenere l’organismo. Abbiamo scelto questi prodotti anche perché sono già stati utilizzati in molte altre sperimentazioni.

I pazienti saranno seguiti dall’equipe medica ospedaliera sia per controllarne gli effetti sia per guidarli nel raggiungimento dello stato di chetosi,  quindi mangiare alimenti che non contengono carboidrati, limitare quelli che ne apportano pochi ed evitare i cibi che ne sono ricchi.

La dieta chetogenica durerà 21 giorni. Poi ci saranno 9 giorni di una alimentazione low carb, che assicurerà una transizione dolce dallo stato di chetosi”.

Il professor Paoli conclude dicendo:
Ippocrate diceva “fa che il cibo sia la tua medicina. L’alimentazione e lo stile di vita hanno un’incidenza fortissima in molte patologie di cui soffriamo. L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione di tante malattie e in questo caso nelle complicanze da coronavirus”.

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