La tradizione e la qualità presentata come D.N.A. o come momento di Riflessione, uno spartito (menù) colmo di ricette tutte da scoprire alle Vescovane di Longare (VI)

Dopo un’arrampicata tra i boschi dei colli Berici, nella parte più a confine del comune di Longare, nel bel mezzo dei colli, si giunge in via S. Rocco 19. Un cancello posto all’interno di un arcata nel mezzo delle antiche mura, permettono di intravedere una scalinata bassa in ciottolato che porta all’ingresso del maestoso complesso rurale che trasuda storia, cultura e tradizione. Una volta entrati, una stupenda vetrata permette di ammirare la bellezza della natura che ci circonda

Comodamente seduti ai tavoli all’interno del portico si può ammirare il favoloso paesaggio collinare. L’Agri-Ristorante “Le Vescovane” si presenta con un ottimo biglietto da visita, una ristrutturazione che ha conservato le caratteristiche storiche e la poesia di una cultura contadina. Aprendo il menù, che a me piace chiamarlo spartito si possono notare le prime sinfonie di sapori, si possono infatti scegliere delle proposte di degustazione oppure tuffarsi nel menù alla carta, qui troviamo due diverse tipologie di proposta, il “D.N.A.” un elencazione di pietanze dedicato ai palati più classici, con prodotti De. Co., dove le verdure e la frutta e molte delle carni proposte provengono direttamente dall’azienda agricola adiacente.

Si prosegue quindi con la proposta “Riflessioni” dove lo chef Davide Pauletto esprime la sua passione, trasforma la materia prima ed abbinando sapori e consistenze, creando piatti particolari sia per il gusto sia nella loro esposizione visiva che, diventano dei piccoli quadri, dove ognuno può addentrarsi con il pensiero e navigare nella personale interpretazione. Gusti particolari, spesso estremi ai quali bisogna abituarsi ma che spesso creano esplosioni di sensazioni intense e raggiungono piacevolezze estreme.

Personalmente trovo il menù “Riflessioni” colmo di sapori complicati con abbinamenti curiosi, preparazioni provenienti da altre culture, gusti spesso difficili da affrontare. Un menù che prevede la possibilità di incontrare sapori, odori, e consistenze diverse dall’usuale. Consiglio per quanti desiderano questi piatti di farseli raccontare prima di ordinarli capire se i sapori e le consistenze in essi contenuti rispondono ai propri gusti.

Molto più tranquillo il viaggio nel menù “D.N.A.”, qui incontriamo i sapori locali, sapori a noi noti, abbinati e preparati in maniera perfetta che permettono al nostro palato di registrare emozioni chediventeranno ricordi. Degni di nota i “dolci peccati” caratterizzati dall’inserimento di alcune verdure che ne definiscono il temperamento formando giochi di contrati tra dolcee salato, croccante e morbidi unici ed indimenticabili. Io personalmente ci tornerò e chiederò espressamente di gustare nuovamente l’emozione della “Tartelletta di melanzane, cioccolato e menta” un’esplosione di sensazioni. Già nel vederne la presentazione ordinata e accattivante mi faceva salire “l’acquolina in bocca”.

Ho assaggiato per prima la Tartelletta dove un budinoso cioccolato copriva una fragrante pasta frolla farcita di una crema dolce-amara di melanzane, un contrasto che porta le papille gustative prima ad accarezzare il morbido e dolce budino al cioccolato per poi incontrare la cremosa amalgama di melanzane introducendo un nuovo sapore nel campo del dolce. Il tutto finisce per affondare nella fragranza della pasta frolla che porta con sé il sapore del burro e dona delle piacevoli sensazioni tattili. Quindi il gelato alla menta, appoggiato su una spolverata di granuloso frollino al cioccolato porta nuove sensazioni, il fresco il cremoso, la menta che rinfresca e la granulosità del cioccolato che contrasta la cremosità, poi qualche piccolo chicco di sale che cambia completamente la percezione del dolce per poi tornare ad avvolgerti. Un emozione davvero sublime.

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