Franciacorta è il nome di una zona che si estende per 19 comuni in provincia di Brescia, ma è anche il nome di uno degli spumanti metodo classico che più gode di fama in Italia e nel mondo.

 

Pochi però sanno il duro e lungo lavoro necessario per produrre una di queste bottiglie e le tante e delicate fasi di produzione nelle quali ogni cantiniere può dare la “sua impronta” o quella della “maison” rendendo ogni bottiglia unica nel suo genere pur partendo tutte dalle stesse uve e avendo lo stesso metodo di produzione.

Ancor meno persone poi sono a conoscenza che il disciplinare del Franciacorta è il più rigido al mondo perchè la resa per ettaro è tra le più basse in assoluto e il periodo minimo di affinamento sui lieviti è di 18 mesi, il più lungo in Italia al pari solo dello Champagne.

Molte sono le cantine presenti in zona, da quelle “storiche” di grandi dimensioni che hanno fatto conoscere il Franciacorta nel mondo, a quelle di medie dimensioni che negli ultimi anni hanno saputo ritagliarsi un largo spazio grazie alla ricerca della qualità, fino alle piccole aziende  con una produzione quasi artigianale.

Durante il mio giro in Franciacorta ho visitato una ventina di cantine e di alcune di queste voglio parlare. Alcuni particolari, oltre alle differenze gustative derivanti dai loro vini hanno permesso che potessi crearmi un mio personale giudizio e mi hanno permesso di decidere di quali di queste cantine desidero parlare.

In questo ampio e complesso panorama voglio soffermarmi su una cantina particolare, una di quelle che per prima mi ha saputo far apprezzare questa bollicina: l’azienda Monzio Compagnoni che ha una storia tutta particolare che si rispecchia, come è ovvio che sia, anche nell’impronta dei suoi vini.  Il giovane vignaiolo nel lontano 1987 decise di costruire una cantina molto bella, ma al contempo funzionale, da uomo pragmatico qual è, nel bergamasco e più precisamente nella poco conosciuta Val Calepio. I suoi vini innovativi si fecero subito notare portando un’ondata di novità nel territorio, così nel ’93 Marcello decise di allargare la sua produzione rilevando una storica aziendadella zona, questa volta nella più nota Franciacorta.

Da qui una crescita progressiva grazie al duro lavoro, agli investimenti continui, all’esperienza già maturata e all’indiscussa passione che è alla base della produzione dell’azienda.

Solo il fiume Oglio separa queste due realtà che, seppur molto vicine geograficamente, si differenziano in moltissimi aspetti…ed eccellere in entrambe le zone, con vini anche molto diversi tra loro, non è certo un’impresa facile, per me la chiave del loro successo è l’arte di saper esprimere il territorio nel bicchiere.

Un ruolo importante per il successo dell’azienda spetta anche alla collaborazione con Donato Lanati e il suo laboratorio Enosis che ha saputo dare un’impronta scientifica alla crescita enologica dell’aziendain grado di garantire per esempio una qualità costante nel tempo, cosa molto importante e non così scontata.

Una cosa è certa le caratteristiche presenti in tutti i vini di Monzio Compagnoni sono l’eleganza e la finezza unite però alla forza e al carattere: sensazioni contrastanti ma che si uniscono in un equilibrio perfetto. Da un lato infatti i vini, nonostante le grandi differenze a seconda della tipologia, sono freschi, apparentemente di facile beva, piacevoli in tutte le occasioni, che reinvitano all’assaggio ogni tipo di bevitore, dall’altro hanno forza, grinta  carattere, mai banali, persistenti,  sono vini capaci di sprigionare una complessità di fondo in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Asciutti, diretti, tesi, puliti (soprattutto brut ed extra brut), la freschezza e l’acidità sono perfettamente bilanciate ed equilibrate dalla morbidezza dovuta al lungo affinamento sui lieviti (37 mesi) a cui si aggiungono altri 6 mesi  dopo la messa in bottiglia prima della commercializzazione. Eleganza e  persistenza , ma anche perlage di grande finezza formato da bollicine finissime e molto numerose, segno distintivo di un vino di clsse.

Altra particolarità che rende unici gli spumanti di Monzio Compagnoni è che nella formazione delle cuvèe base viene usata una percentuale di vino passato in barrique oltre alla liqueur de tirage necessaria per avviare la lenta fermentazione dopo la messa in bottiglia. Questo spiega la ricchezza e la complessità che caratterizzano questi vini sia al naso che in bocca e la grande persistenza gusto- olfattiva.

Un’unica azienda, due territori, un’anima dal grande carattere, un’ampia gamma di vini espressione di entrambe le zone, infatti oltre agli spumanti sopra descritti sono presenti anche due rossi, tre bianchi, un rosato e dulcis in fundo il moscato di Scanzo, chicca prodotta nella più piccola denominazione d’Italia.

Non rimane quindi che provarli tutti!

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