Il Natale non può trascorrere senza degustare o regalare un panettone, prima delle feste compaiono in ogni regione e provincia d’Italia i concorsi sul miglior panettone artigianale. Anche noi nel Veneto abbiamo la nostra che a livello regionale si svolge a Padova al Pedrocchi, denominata Panetthòn.

Il Concorso Panetthòn

Dopo una degustazione ‘alla cieca’ il voto popolare conferma il giudizio espresso della giuria tecnica, presieduta da Daniele Gaudioso e conferiscono la vittoria alla pasticceria Le Sablon di Padova.
Panetthòn è un concorso creato con finalità solidali, lo scopo è raccogliere fondi per l’associazione Amici di Adamitullo, impegnata nella scolarizzazione di un villaggio in Etiopia, tende a stabilire il miglior panettone artigianale del Veneto.

La pasticceria di Luca Scandaletti, che si aggiudica la vittoria e, al secondo posto – a sorpresa – il panettone di Merryday di Padova realizzato da Michela Sanguin. Sul terzo gradino del partecipavano per la prima volta al concorso ed hanno portato una ventata di sapori artigianali assieme alla pasticceria Il Chiosco di Lonigo, sempre ben piazzato a Panetthòn che si aggiudica il terzo posto sul podio.

La leggenda e la storia

E proprio grazie a Merryday oggi possiamo raccontare la leggenda e la storia del panettone, perché, proprio loro hanno effettuato una ricerca e con me l’hanno condivisa e, visto che amo condividere con voi lettori storie e leggende legate alle tradizioni alimentari ho pensato di riportarle in questo numero di gennaio 2020.

 

“Panettone” viene da Pan de Toni?

Secondo questa chiave etimologica Toni, umile sguattero della cucina di Ludovico il Moro, sarebbe l’inventore di uno fra i dolci più caratteristici della tradizione italiana.

Ecco la storia: alla vigilia di un Natale, il capocuoco degli Sforza brucia il dolce preparato per il banchetto ducale. Toni, allora, decide di sacrificare il panetto di lievito madre che aveva tenuto da parte per il suo Natale. Lo lavora a più riprese con farina, uova, zucchero, uvetta e canditi, fino ad ottenere un impasto soffice e molto lievitato. Il risultato è un successo strepitoso, che Ludovico il Moro intitola Pan de Toni in omaggio al creatore.

 

La vera origine del panettone

La vera origine del panettone va ricercata nell’usanza diffusa nel medioevo di celebrare il Natale con un pane più ricco di quello di tutti i giorni. Un manoscritto tardo quattrocentesco di Giorgio Valagussa, precettore di casa Sforza, attesta la consuetudine ducale di celebrare il cosiddetto rito del ciocco. La sera del 24 dicembre si poneva nel camino un grosso ciocco di legno e, nel contempo, venivano portati in tavola tre grandi pani di frumento, materia prima per l’epoca di gran pregio. Il capofamiglia ne serviva una fetta a tutti i commensali, serbandone una per l’anno successivo, in segno di continuità.

Ora scegliete voi la versione che vi piace di più, trovate l’emozione che vi intriga di più e legatela al sapore del vostro panettone preferito così ogni volta che lo mangerete arriverà “Toni” a ricordarvi il suo panetto di lievito oppure celebrerete il rito del “ciocco di legno” spartendo il vostro dolce con i vostri commensali.

 

 

 

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