Una sfida che può segnare una svolta nel mondo enologico, il grande Champagne d’oltralpe sfidato dal minuscolo Monti Lessini metodo Classico*.

Il confronto nasce da un coraggioso produttore italiano, la Cantina Dal Maso di Nicola, Anna e Silvia, che organizza una tavola rotonda con esperti del settore.

A suggerire i metodi classici da far assaggiare interviene, a supporto della famiglia Dal Maso, Nicola Frasson di Gambero Rosso, che oltre ad indicare i metodi classici ha moderato la discussione degli oltre quaranta presenti.

La tavola rotonda consisteva nel degustare al buio 8 metodi classici e cercare di individuare il Monte Lessini della cantina Dal Maso. L’impeccabile professionalità dei sommelier di Ais Veneto, ha permesso a tutti gli ospiti di avere gli otto calici riempiti e di iniziare la degustazione.

Ben tre erano gli Champagne da confrontare con questo Durello in purezza e Vi assicuro che per tutti i presenti individuarlo é stato difficile.

A scopo informativo riporto le otto etichette:

  1. Moët & Chandon Brut Imperial
  2. Billecart Salmon Brut Reserve
  3. Cà del Bosco Franciacorta Vintage Collection Dosage Zero 2014
  4. Tenuta Corte Giacobbe (Dal Cero) Lessini Durello Riserva Dosaggio Zero 2013 Cuvée Augusto
  5. Ferrari Trentodoc Perlé Zero Cuvée Zero11
  6. Dal Maso Prova di sboccatura di Durello Metodo Classico 2015 con 7 g/l di zuccheri
  7. Dal Maso Prova di sboccatura di Durello Metodo Classico 2015 Pas dosé
  8. Louis Roederer Champagne Blanc de Blancs 2011

In quanto a gusto devo ammettere che erano tutti molto buoni, si notavano piccole differenze nei profumi.

Direi che la discussione ha messo in luce che i produttori della Lessinia sono sulla strada giusto grazie a  quest’uva proveniente da un vitigno autoctono con caratteristiche molto speciali.

Lo stesso Consorzio Tutela Vino Lessini Durello lo definisce “Uno spumante giovane e alternativo: stuzzicante, dinamico, mai scontato, con un carattere vulcanico che lo rende unico al mondo”.

A conclusione mi sento di affermare che il Monti Lessini ha molte più similitudini con lo Champagne che con tutte le altre declinazioni delle bollicine italiane.

Nicola Dal Maso si è dimostrato molto sicuro affermando: “il durello Monti Lessini è lo specchio di un territorio con un grande potenziale, non ha nulla da temere di fronte a zone italiane e francesi più blasonate. Il metodo Charmat e il metodo classico sono e devono convivere insieme perché uno è il completamento dell’altro. A ragion del vero il mio sogno sarebbe di convertire parte della produzione di Durello charmat in metodo classico nei prossimi 5 anni ma ciò non vuol dire assolutamente rinnegare durello metodo charmat.”

Alla tavola rotonda era presente anche il direttore del Consorzio Durello Aldo Lorenzoni che ha fornito alcuni dati sull’attuale stato della produzione:

  • 34 produttori
  • 400 ettari vitati, per la maggior parte in collina e su terreno di origine vulcanica

A fine giornata i presenti hanno concordato sulla grande e infinita potenzialità dell’uva durella. Il territorio di posizionamento per eccellenza rimane, a quanto pare, quello italiano e locale. Difficile rimane ancora invece il posizionamento nei mercati esteri per la grande concorrenza dello champagne.

A conferma di quanto affermo chiedo ai lettori di provare personalmente a degustare al buio il Monti Lessini e lo Champagne e poi a darmi un loro giudizio.

Vedi video intervista.

 

 

* L’effervescenza che rende così esuberanti i nostri spumanti deriva da uno dei due diversi metodi di vinificazione, il Metodo Charmat e il Metodo Classico. Dunque, prima si fa il vino, poi gli si regalano le bollicine.

Foto di copertina di Francesco Saverio Russo

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