Mangiare in centro a Padova non è sempre semplice, moltissimi sono i ristoranti cinesi convertiti in shushi dove l’offerta è sempre la stessa. Alcuni colleghi mi avevano parlato del ristorante Donna Irene, vicolo Pontecorvo, vicino alla basilica di Sant’Antonio, così in un caldo mezzogiorno d’agosto ho deciso di provarlo.

È proprio vero che non bisogna lasciarsi  ingannare dalla prima impressione, infatti dopo essere entrato da un modesto cancello che mi dava più l’impressione dell’entrare di un’osteria o un vecchio bar, varcato l’ingresso mi trovo in una sala da pranzo buia e vuota, qui vengo accolto da una soave fanciulla che mi accompagna verso il giardino. Giunto in giardino, con mia somma sorpresa, mi trovo in un boschetto che affianca il ristorante fino alla riva di un fiumiciattolo, asfaltato e preparato con tavole apparecchiate, tende per riparare dal sole, pronto ad accogliere i clienti (vedi foto di apertura).

Mi accomodo a tavola, nel bel mezzo della natura, e mi lascio affascinare dal rumore dell’acqua del piccolo ruscello che scorre affianco a me. Ho gustato un piatto di spaghetti alla norma, dove una ricotta salata accompagnava deliziosamente tre fette di melanzana fritte gustosissime, che unite agli spaghetti al pomodoro che ricoprivano donavano al palato sensazioni sublimi che, unite al contesto, evocavano emozioni di pace e tranquillità.

 

Mi sono poi lasciato estasiare da un freschissimo cannolo alla siciliana che trasudava il sapore delle sue origini.

Uniamo quindi un ambiente emozionante, un ottimo cibo, un servizio fatto da giovani preparati, un giovane chef con tanta voglia di imparare che applica gli insegnamenti di chi dalla sua ha l’esperienza ed otteniamo un esperienza da ripetere prima che l’estate finisca

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