Presidio Slow Food, il Raschera ha origine dai pascoli di alpeggio attorno alle Alpi Marittime vicino alla Comunità Montana delle Valli monregalesi, in Provincia di Cuneo.

E’ un formaggio da taglio semigrasso prodotto senza alcun tipo di conservante e riconosciuto nella sua tipologia d’alpeggio.

Ideale da gustare in purezza o per la preparazione di fondute o altre ricette tradizionali.

È un formaggio a pasta cruda, semidura e pressata, di latte vaccino addizionato con ridotte dosi di latte caprino o ovino.

La Raschera matura nelle “selle”, vani quasi completamente interrati dove vengono conservate e stagionate le forme.

Locali dotati di un microclima particolare che contribuisce a creare delle muffe particolari che agiscono nella crosta e nella pasta donando a questo formaggio una colorazione tipica tendente al rosso.

Si può trovare con forma rotonda o quadrata. La forma quadrata è comunque la preferita perché considerata più pratica per il trasporto. Nei tempi passati, quando questi formaggi doveva essere trasportato, sulla schiena dei muli, partendo dalle “selle” fino a valle, la forma quadrata risultava più comoda.

Sapore, consistenza e colore

Formaggio a pasta cruda, semidura e pressata, dal sapore fine e delicato, profumato, moderatamente piccante, più sapido se stagionato. La pasta è piuttosto consistente, elastica, con piccolissime occhiature sparse ed irregolari. Il colore è bianco o bianco avorio.

Stagionatura

Il formaggio Raschera richiede almeno un mese di stagionatura. Il disciplinare stabilisce che il tempo di stagionatura minima è di un mese, ma si possono degustare formaggi Raschera invecchiati anche per più tempo. La stagionatura lunga conferisce un gusto più forte.

Per maggiori informazioni consultate il sito Alimentipedia.it 

Fonte Alimentipedia.it

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