Lo definiscono un ristorante con cucina green, dove green non sta per verde ma per sostenibile, tutte le ricette di questo locale infatti, contengono prodotti, creati, cacciati, allevati o coltivati internamente.

Il ristorante, che dispone di un grosso camino “Leonardesco” prepara degli ottimi spiedi di cacciagione utilizzando questo spiedo progettato da Leonardo. Le specialità sono appunto selvaggina, cacciagione, pasta e dolci fatti in casa. Una cucina che fonda le sue radici nella tradizione con i gusti e il calore della famiglia. Un torchio spesso sollecitato per trafilare a bronzo i suoi bigoli, un bigotto corposo e saporito che raccoglie con la sua rugosità tutto il sugo e il sapore che lo stesso riesce a donare,

È proprio con dei bigoli fatti in casa con petto d’anitra a dadini comincia la mia passeggiata tra i sapori del ristorante Primon.

Già alla prima occhiata capisco che non si tratta dei soliti bigoli con l’anitra, il bigolo è più grosso e la carne è più asciutta. Il gusto sublime attiva tutte le mie emozioni sensoriali, la pasta tiene bene il sugo e con la sua consistenza lavora sulle percezioni tattili donandomi il piacere della morbidezza esterna per diventare più corposa nell’affondo verso l’interno, il sapore dell’anitra arrosta si infonde nel mio palato e, grazie alle dimensioni dei dadini, sprigiona tutto l’aroma di questo arrosto, cotto senza pelle, molto magro e saporito, dove olio d’oliva ed erbette aromatiche giocano il ruolo predominante nell’estrazione dei sughi.

La passeggiata prosegue con la sella di cinghiale con dei porcini freschi spadellati, un piccolo filetto dal sapore inebriante. La cottura perfetta si nota già dalla prima occhiata al piatto, costruito da questi cerchi di filetto rossi al centro e sfumati verso il rosa, fino a diventare una dorata crosticina marrone colma di sapore. Il profumo di questi porcini freschi uniti a quelli dell’arrosto e della composta di mirtilli che accompagnano il piatto inebriano i miei sensi e i miei pensieri si lasciano trasportare da questi sapori sublimi senza evocare ricordi ma imprimendone di nuovi passando, dal salato al dolce, dal dolce al sapido fino a convincermi che qui devo ritornare per provare ancora questi piaceri. Uscirò da questo locale con un ricordo in più.

Termino la mia cena con due fettine di torta alla crema pasticcerà e alla mela preparate da Sandra, la nostra favolosa chef, alle quali abbino un favoloso recinto di gambellara, cantina Natalina Grandi, vincitore di parecchi concorsi locali. Dolcezza che accompagna dolcezza per concludere una serata di ottimi gusti e sapori. Ora un nuovo cassetto è stato messo nei miei ricordi e presto tornerò a riaprirlo per aggiungere nuovi sapori nei miei ricordi.

 

 

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