Villimpenta anche conosciuto come il “Paese del Risotto” per la festa popolare più grande della provincia di Mantova.

Un borgo che racconta la sua storia attraverso le mura del suo castello che, secondo la citazione più antica, risale al 1047. Si parla di un castellum in Villapicta di proprietà dell’abbazia di San Zeno di Verona a loro donata dall’imperatore Enrico III. Il controllo dei veronesi durò sino al 1243, quando i mantovani si riappropriarono della zona, imprigionando anche i fiancheggiatori di Ezzelino da Romano

Nel XIV secolo passò sotto gli Scaligeri, i Visconti e il 23 Gennaio 1391 definitivamente sotto i Gonzaga con Francesco I Gonzaga, signore di Mantova, che acquistò da Gian Galeazzo Visconti la zona comprendente anche il borgo e l’antico castello. I Gonzaga governarono sino al 1708, anno della loro caduta.

Il Castello

Suggestiva la visita di queste antiche mura, sorte nell’XI secolo come monastero fortificato. Il castello venne ristrutturato e potenziato dagli Scaligeri agli inizi del XIV secolo, divenendo di loro proprietà e divenendo importante caposaldo del loro sistema difensivo. Il fiume Tione, che scorre a fianco, veniva utilizzato a difesa del maniero. Lo stesso Francesco I Gonzaga, signore di Mantova, che lo acquisto nel 1391, ne esaltò la struttura a difesa del suo stato da est. Dell’antico edificio si conservano ancora oggi due torri, le mura e il mastio alto 35 metri, visitabile attraverso una ripida scala ingabbiata che passa attraverso ai vari piani trasparenti grazie al suo caratteristico pavimento in vetro.

La chiesa

Emozionante la visita della chiesa, con la sua architettura e i suoi dipinti, resa suggestiva dal racconto della guida, Daniela, che ti porta a viverla cogliendone tutti i suoi aspetti, coinvolgendo in maniera olistica i sensi per percepirne rumori, profumi, sensazioni e, comprendendone le varie note cromatiche create dal giusto equilibrio dei colori utilizzati.

Il Riso alla Pilota

Dopo una passeggiata tra storia e arte è arrivato il momento di gustare il famoso risotto alla pilota. Il riso alla pilota, è un tradizionale piatto popolare mantovano, caposaldo della cucina locale, che deve il suo nome agli operai che erano addetti alla pilatura del riso, chiamati appunto piloti”. La pila era un grande mortaio azionato a mano, dove il riso veniva depurato, e i suoi operai, specializzati nella preparazione di questo piatto, ne erano accaniti consumatori. La particolarità di questo pietanza è la sua cottura, che è tutta giocata sulla giusta proporzione tra acqua e riso, sui tempi di cottura, sull’uso del coperchio e su un preciso tempo di riposo a fuoco spento. Il risultato finale è un risotto che non si presenta cremoso ma asciutto e soprattutto “sgranato”.

Il Pavone ti accoglie con la sua bellezza nell’agriturismo

All’agriturismo Tre Ponti, già vincitrice del primo premio sulla preparazione del riso pilota, ci viene data la possibilità di degustarlo accompagnato da una variante, nel piatto sono presenti due costicine cotte in maniera encomiabile, morbide, con la carne che si stacca dall’osso e la crosticina gustosa che, accompagnata al favoloso riso e al tastasse, diventano un piatto che appaga tutte le percezioni sensoriale presenti nel nostro palato.