Plip di Mestre inaugura la pizzeria artigianale aggiungendo, all’osteria conviviale, dove la massima è una sola: il piacere della ricerca, il gusto degli impasti artigianali.

Una carta con un menù molto esteso, senza preconcetti per l’osteria ed ora, due diversi impasti artigianali, a lunga maturazione che varia dalle 60 alle 72 ore, una lievitazione studiata per garantire leggerezza e gusto.

Pizze che vantano la trasparenza dell’origine di tutti gli ingredienti e la genuinità derivante da prodotti freschi e senza conservanti.

Pizze preparate con le farine del Mulino Agugiaro & Figna, un mulino locale, selezionate per piacere e per garantire una corretta digestione.

Due diversi impasti donano emozioni sensoriali diverse giocando su croccantezza e morbidezza. Piaceri che uniti al sapore degli ingredienti scelti a farcitura, diventano una passione che ti porta a ricordare gusti e momenti vissuti nel passato.

Un impasto classico, preparato con 3 grammi di lievito di birra su 1 chilo di impasto e, una maturazione che varia da un minimo di 60 ad un massimo di 72 ore, dove una percentuale  della farina utilizzata è di “Farina Mora1″, integrale di grano tenero a tutto corpo. Impasto steso tondo e farcito a piacere creano una pizza bassa, croccante e morbida che evoca ricordi del pane a ciabatta, croccante nel bordo e morbido nel centro con un sentore di farina macinata grossa che accarezza il palato e si amalgama agli ingredienti della farcitura.

Un impasto a doppia lavorazione che richiede una doppia cottura diventa una favolosa pizza in pala, tonda, anche in questo caso una percentuale di farina utilizzata è farina Mora1. Un risultato affascinante che dona alla vista di questa pizza l’idea di una focaccia farcita con i classici ingredienti della pizza, che all’olfatto porta un profumo meraviglioso che ricorda il pane appena sfornato e intinto nella salsa di pomodoro. Al primo boccone stupito da morbidezza e croccantezza la mia mente è volata all’infanzia quando la mamma preparava la pizza fatta in casa e diventava sempre una festa mangiarla. Io la aiutavo a prepararla, scoprivo cosi le giuste dosi d’acqua e farina, mi sporcavo le mani nell’impastarla e poi una volta lievitata, la stendevo sulla teglia e amavo schiacciare i pelati fino a farli diventare un sugo. Con questa pizza ho ripercorso tutti quei momenti di felicità in famiglia.

Esempio di menù

Gusti sicuramente da provare, ingredienti freschi e scelti la guarniscono ma, non si tratta di semplici ingredienti ma di vere e proprie leccornie abbinate ad arte. Quando andrete a degustare, leggetevi bene lo spartito (o menù) e lasciatevi guidare tra le sinfonie del gusto create per voi da David e il suo staff.

1 «Farina Mora, una farina integrale di grano tenero ottenuta da una macinazione gentile a tutto corpo. Mantiene, con granulometria fine e sapore dolce, le frazioni esterne più nobili del chicco (farinaccio, tritello, cruschello, germe di grano), preservando cosi l’originaria autenticità del grano»

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