Soppressa e Soave, il matrimonio perfetto

Soppressa e Soave, il matrimonio perfetto

La soppressa (o sopressa, orfana di una “p” nel dialetto veronese), ha detto sì al Soave, un matrimonio perfetto benedetto dal gusto e dalla tradizione. Si è svolta con un paradisiaco percorso gustativo la prima edizione di «Soave e Soppressa – Un viaggio nei sapori della tradizione veronese».

L’iniziativa organizzata dalla Strada del Vino Soave ha conquistato il pubblico, giornalisti e content creator al Ristorante Tregnago 1908 di Montecchia di Crosara (VR). L’evento ha coinvolto i partecipanti in un’esplorazione sensoriale, dove i protagonisti indiscussi sono stati i produttori locali con sopresse artigianali, vino, olio, pane e sottaceti realizzati con ricette spesso tramandate da generazioni.


I produttori, provenienti da territori di pianura e montagne veronesi, hanno raccontato e fatto degustare le loro produzioni, simbolo della tradizione gastronomica veneta. La degustazione di soppresse è stata accompagnata da vini Soave proposti dal Consorzio di Tutela del Vino Soave oltre che da olio, panbiscotto, giardiniera e sottaceti e torta reciotina.


Al Ristorante Tregnago 1908 a Montecchia di Crosara, i produttori presenti erano l’Agriturismo Al Bosco di Colognola ai Colli (Vr), l’Agriturismo La Part di San Zeno di Montagna (Vr), l’Azienda Agricola Fasoli di Illasi (Vr), il Caseificio La Casara Roncolato di Roncà (Vr), la Macelleria del contadino di Montecchia di Crosara (Vr), la Macelleria Giuliatti di Arcole (Vr) e la Tenuta Sant’Antonio.


Giardiniera e sottaceti erano proposti dalla Gastronomia Damoli di San Bonifacio (Vr); pane, panbiscotto e torta reciotina erano del panificio Tessari di Brognoligo (Vr), che ha accolto un gruppo di giornalisti per spiegare la lavorazione della deliziosa reciotina. Presente anche il Frantoio Fornaro di Montecchia di Crosara (Vr) con l’olio.

Mauro Tessari del Panificio Tessari con la torta reciotina
Mauro Tessari e la torta reciotina, Panificio Tessari


Le cantine che hanno partecipato all’iniziativa erano Ca’ Rugate di Montecchia di Crosara (Vr), Corte Moschina di Roncà (Vr), Cantina di Soave (Vr), Vicentini Agostino di Colognola ai Colli (Vr). In particolare, Teresa Bacco, dell’azienda Vicentini, ha presentato, oltre al tradizionale Soave, un nuovo prodotto, il Trebbiano di Soave, un vino bianco riscoperto nella tradizione locale.

Teresa Bacco dell'Azienda Vicentini
Teresa Bacco, Azienda Vicentini

Prima della manifestazione era stata programmata anche una visita a Corte Moschina, ai piedi dei Monti Lessini, nel cuore di Roncà, un’antica proprietà veneziana di fine Cinquecento. La dimora storica è la sede della cantina della famiglia Danese-Niero. Qui, Patrizia e Silvano insieme ai figli Giacomo e Alessandro curano con dedizione le loro vigne, esaltando con ogni vendemmia l’autenticità e la ricchezza del territorio. In particolare, il Soave viene prodotto da uve coltivate su un terreno vulcanico a matrice basaltica, ricco di sostanze minerali che conferiscono freschezza, spiccata sapidità e acidità ideale. Ca’ Moschina ha poi altri terreni da cui ricava uve di vitigni diversi.

Patrizia Niero, Cantina Corte Moschina, ai piedi dei Monti Lessini
Patrizia Niero, Corte Moschina

«La soppressa veneta è molto più di un semplice salume: rappresenta un pezzo di storia gastronomica contadina, tramandata di generazione in generazione. Nella provincia di Verona, questa tradizione è ancora viva grazie a circa 300 aziende tra artigiani, agricoltori e agriturismi, che ogni anno producono oltre 500 soppresse, ciascuna con la propria ricetta distintiva, legata ai prodotti locali e alle usanze familiari», ha sottolineato il presidente della Strada del Vino Soave, Stefano Alberti.

Soppressa, origini

La soppressa è un tradizionale salume veneto e veronese, leggermente arcuato, compatto e tenero di peso tra 1,5 ai 3 chilogrammi. Vari i luoghi di produzione, dalla pianura alla montagna, e varie le ricette che rendono il sapore della Soppressa dal delicatamente dolce al più speziato.
L’origine dell’insaccato sembra sia nel Vicentino, nella zona di Valli del Pasubio, dove ad agosto si svolge da oltre 50 anni la sagra del salame. In questa provincia la Soprèssa (con una sola p) veneta ha ottenuto la Dop. Da qui la produzione si è estesa anche alle province di Verona, Treviso, Padova e Rovigo. Per insaporire le carni, nella sopressa, oltre al sale e al pepe, viene aggiunto aglio, ma non è obbligatorio, più altre spezie la cui miscela è un po’ un segreto di ciascun produttore.

Articolo di Elena Cardinali