Più di duemila anni fa Ippocrate diceva che camminare è la “migliore medicina”e questa teoria è confermata da numerosi studi più e meno recenti. Camminare fa sempre bene: tonifica i muscoli e, forse, può sostituire la palestra con molti benefici, prevenendo le malattie cardiovascolari e migliorando il tono dell’umore. L’importante è cominciare, magari con un’amica o un compagno con cui condividere il piacere. Alzarsi dal divano e partire: questa è la regola prima! Una volta iniziato, non se ne potrà più fare a meno o per le endorfine che si generano o per la bellezza del posto in cui sceglieremo di andare (natura, parchi e verde) o ancora, semplicemente per il senso di libertà.

I primi muscoli ad essere stimolati sono quelli delle cosce, soprattutto i quadricipiti, oltre a quelli dei glutei e dei polpacci. Se si usano le racchette o bastoncini, anche la parte superiore del corpo si muove e anche i muscoli delle braccia ne hanno beneficio.  Se si vuol portare un piccolo zaino con sé, ne trarranno vantaggio i muscoli della schiena: il peso però non deve essere eccessivo, altrimenti si sovraccarica la colonna vertebrale e l’effetto è contrario.

Teniamo pulite le coronarie e ossigeniamo tutto il corpo: riduciamo la pressione sanguigna e il colesterolo. Camminando si può prevenire il diabete che, si sa, è una malattia tipica dei paesi ricchi in cui vige la sedentarietà. Scende il livello di glucosio ad ogni passo in più che facciamo: se poi lo si fa in discesa, paradossalmente, si consumano più zuccheri. In associazione ad una sana alimentazione, camminare aiuta a scendere di peso. Secondo delle ricerche effettuate dalla North Carolina University, le persone che hanno mantenuto l’abitudine di camminare con passo sostenuto almeno cinque volte alla settimana per 18 anni hanno presentato un 40% in meno di probabilità di essere colpiti da ictus rispetto a quelli che hanno fatto una vita decisamente sedentaria. L’ideale sono i classici 30’ al giorno che danno un contributo a tonificare il muscolo e a renderci più positivi. Diminuisce il livello di stress e il sistema immunitario lavora meglio.

Molte persone di successo, come Mark Zuckerberg e Jack Dorsey, hanno adottato la buona abitudine di camminare. In Silicon Valley (e non solo) si sono persino diffusi i walking meetings, ovvero delle riunioni di lavoro svolte camminando all’aria aperta.  Questo perché camminare favorisce la concentrazione e la creatività.

Si può camminare quando si è in vacanza e si ha più tempo a disposizione ma anche per andare al lavoro: se lasciamo l’auto in garage ogni giorno, inquiniamo di meno, facciamo del bene all’ambiente e a noi stessi.

Nelle nostre zone le possibilità di passeggiate sono innumerevoli: dai Colli Euganei ai Lessini e ai Berici. Visti i 158 km di costa del Veneto, si può passeggiare anche lungo la spiaggia; lo si può fare meglio d’inverno, senza la fola di bagnanti, a patto di coprirsi per bene senza rischiare di raffreddarsi. In montagna le escursioni sono di tutti i tipi per trekkers  abilissimi o professionisti e per chi voglia fare solo una passeggiata tranquilla. Si va dalle salite con forte pendenza alle passeggiate solatie per prendere aria buona e rilassarsi. Lo si può fare a tutte le età e non costa molto: investiamo sulle calzature però, perché siano confortevoli e adatte al nostro piede e al tipo di camminata (veloce, sportiva, da nordik walking ecc).

E si può camminare anche sotto la neve con ciaspole e racchette. Corsi e gruppi di trekkers invernali non mancano. Possiamo rivolgerci al CAI per avere informazioni sulle passeggiate in montagna o ad altre associazioni presso ogni APT o Proloco per le zone di pianura. Di solito nel sito ufficiale di ogni Comune compaiono tutte le indicazioni indispensabili.

Dopo la camminata saremo non solo più sereni e bene disposti verso gli altri, ma anche più efficienti in ufficio.

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