Parlare di Venezia? non è mai troppo. Non dimentichiamo che è una delle città più belle al mondo e tra le poche a reggersi su isole tra canali e ponti sull’acqua. Ma non è l’unica? Si può chiedere qualcuno…

Se parliamo di acqua dolce è una cosa, se di acqua di mare è un’altra. Oggi vogliamo dvertirci a vedere le sue gemelle, o presunte tali, nel nostro continente. A seguire un approfondimento su quelle nel resto del mondo.

Nella cara e vecchia Europa altre città sono – come Venezia – un intrico di canali: possiamo ricordare Amsterdam, dove i canali artificiali (in olandese grachten) raggiungono un centinaio di km. Amsterdam ha poi una novantina di isole e 1500 ponti. Con la sua pianta regolare tutta avvolta a semicerchio verso il Markermeer, si presenta con migliaia di biciclette e senza auto.

Se ci spostiamo un po’ a nord-est rispetto all’Olanda andiamo in Germania e Amburgo ci accoglie coi suoi canali alimentati dall’Elba, dall’Alster e dal Bille. Lungo questa rete liquida, che si chiama Fleete, si incontra di tutto: dai magazzini più antichi del paese, ai musei, senza dimenticare locali e bar in cui mangiare piatti teutonici.

In Russia incontriamo San Pietroburgo (ex Pietrogrado e ex Leningrado) che è attraversata dal fiume Neva e si affaccia sul Golfo di Finlandia che fa parte del Mar Baltico. Fondata da Pietro il Grande verso la fine del XVII secolo è stata capitale dell’impero zarista ed oggi è la seconda città della Russia per dimensioni.

 

Poco lontano, in Danimarca, anche Copenaghen si stende verso il Mar Baltico e una gran parte di essa è occupata dall’isola di Christiania. E a proposito di isole, il governo danese sta portando avanti un progetto per la costruzione di nove isole artificiali sulla costa della capitale. Con questo progetto si spera di attrarre aziende tecnologiche: infatti è stato propagandato dal capo della camera di commercio danese come “la Silicon Valley europea”.

Sempre nel nord Europa abbiamo Stoccolma, la capitale della Svezia, che sorge su un ampio arcipelago nel mar Baltico e comprende 14 isole e più di 50 ponti.  È una cittadina inserita in perfetta armonia nel territorio, tra boschi silenziosi ed isole verdi, ma soprattutto è il punto di partenza per avventure lungo il canale di Dalsland: seguendolo anche con una canoa si può arrivare fino in Norvegia, attraverso il Lago Stora Le, simile a un fiordo.

Se passiamo poi alle città “minori”, troviamo Birmingham (più nota col nomignolo di “Brum”) nell’Inghilterra centrale: i suoi canali hanno un’estensione addirittura superiore a quella di Venezia. Non è esattamente una città piccola, visto che raggiunge il milione di abitanti e che è la seconda dopo Londra. La rete di canali fu iniziata a partire dal 1760, ulteriormente ampliata a partire dal 1820 per trasportare materie prime e beni finiti.

Stiamo ancora in Europa: ecco Brugge (in olandese) o Bruges (in francese), dal 2000 patrimonio dell’umanità (UNESCO). Qui i canali, che sono chiamati dagli abitanti reien servivano un tempo per il trasporto di merci, oggi sono utilizzati solamente a fini turistici. Questa bellissima città abitata da poco più di centomila residenti è molto visitata ed è famosa come  “la Venezia del Nord”.

Non dobbiamo scordarci della Francia: nel sud, nel dipartimento dell’Alta Savoia c’è Annecy che si trova sul lago omonimo, sul punto dove vi immette le sue acque il fiume Thiou, poco distante da Ginevra.

Per quei pochi che ancora non hanno visto la nostra meravigliosa città d’acqua è utile conoscere almeno il lessico basilare per orientarsi nel dedalo di cai, rivi e salizade: rio è la strada d’acqua come tutti i corsi d’acqua di Venezia, è un po’ l’unità di base che costituisce il sistema di navigazione capillare della città. Si indica con questo nome il canale costeggiato da edifici o fondamenta che separano le diverse isole. Il terminanale” o in veneziano “canàl” si usa solo per il Canal Grande ed il Canale della Giudecca, che costituiscono un po’ i viali e le tangenziali di Venezia.

Poi invece i termini per indicare tutto ciò che è percorribile a piedi: la fondamenta (o riva), che costeggia i rii o i canali d’acqua. Così chiamata perché sostiene e protegge le fondamenta dei palazzi. Alcune possono presentare dei parapetti in ferro battuto con colonnine in pietra d’Istria, altre non hanno alcuna protezione. Attenzione a non sporgersi troppo per ammirare il panorama.

La calle è la tipica strada veneziana, larga (calle larga) o stretta (calletta), costituisce l’ossatura delle vie di comunicazione percorribili solo a piedi. Se l’ampiezza può raggiungere diversi metri nelle calli più spaziose, in quelle più piccole si parla di centimetri, come nel caso di Calle Varisco, nel sestiere di Cannaregio, che misura solo 50 centimetri, la più stretta di Venezia. I nomi tipici delle calli spesso derivano dalla vicinanza con una chiesa oppure si riferiscono a mestieri che si svolgevano in quel luogo.

Se una calle è particolarmente importante e lunga può essere chiamate ruga. Ricordiamo ruga Rialto, ruga degli Oresi e Ruga Giuffa. Se invece vediamo scritto “salizada” ci troviamo in una delle calli che sono state pavimentate per prime a Venezia: solitamente erano coperte con le classiche pietre in selciato grigio. Tutte le altre avevano una pavimentazione in mattoni di cotto disposti a spina di pesce.

Ora siamo pronti per esplorare o tornare a visitare la nostra bellissima Venezia: divertiamoci a scoprirla nei suoi rii e canali, magari confrontandoli con quelli delle altre città europee che abbiamo raccontato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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