Sta arrivando il Natale e con lui il grande caro vecchietto barbuto che mette d’accordo grandi e piccini!

Uno dei simboli del Natale infatti è certamente in tutto il mondo il vecchio allegro e paffutello che porta i doni: Babbo Natale. Lo vediamo da qualche settimana appeso agli usci o sui portoni di casa o ancora penzoloni da qualche terrazzo; qualcuno, più intrepido e coraggioso, si arrampica sui tetti fino a stare a cavalcioni di un camino.

Tutti oramai sanno che la sua figura è legata ad un personaggio storico: San Nicola, vescovo di Myra (oggi Demre, città della Turchia). L’appellativo con cui è conosciuto nei paesi nordici, non solo anglofoni, deriva da Sinterklaas, nome olandese di san Nicola.

Il vescovo Nicola visse tra il III e il IV secolo d. C. Vi sono diverse leggende legate alla sua generosità ma tutte riconducono la sua figura a un caro vecchietto affezionato ai bambini: da qui deriva la moderna versione di Babbo Natale.

È credenza diffusa che le reliquie di San Nicola si trovino nella Basilica di San Nicola a Bari, ma quest’ultima conserva circa la metà dello scheletro del santo, perché il resto si trova proprio a Venezia… A Bari ci sarebbero le ossa trafugate da alcuni marinai nel 1087 per salvarle dai musulmani dopo la caduta di Myra (Demre). A Venezia quelle recuperate sempre a Myra circa 10 anni dopo (1099), quando partì per l’Oriente la flotta partecipe alla Prima Crociata, guidata dal Vescovo di Olivolo e da Giovanni, figlio del doge Vitale I Michiel. Nel 1100 nella chiesa omonima al Lido venne deposta parte del corpo di  San Nicolò, patrono dei naviganti, trafugata da Myra di Licia e passate per Mira, sulle rive del Brenta, località ancor oggi a lui devota. A Bari buona parte delle reliquie era già giunto nel 1087, consacrate poi nel sepolcro da papa Urbano II in persona.

San Nicolò fu proclamato protettore della flotta veneziana.

Le prime ricognizioni dei sepolcri sia di Bari sa di Venezia sono state effettuate in epoca recente: la prima in assoluto a Bari nel 1953, alla presenza di una commissione pontificia, ad opera del prof. Luigi Martino, professore di anatomia umana e normale all’Università di Bari. Un’ulteriore ricognizione risale poi al 17 settembre del 1992, sempre ad opera di Martino, che ha affermato che si tratta di vere e proprie reliquie: a Bari i frammenti ossei di maggiori dimensioni, mentre a Venezia quelli più minuti. Effettivamente  dunque le reliquie di Bari e Venezia appartengono alla stessa persona.

 

San Nicola di Myra era molto venerato a Venezia, essendo il Santo patrono dei marinai: ai tempi della Repubblica, durante la Festa della Sensa, al termine della celebre cerimonia dello sposalizio del Mare, la messa solenne di ringraziamento veniva celebrata proprio nell’abbazia benedettina di San Nicolò del Lido.

Ma vediamo meglio la vita di questo santo: oltre che a Myra, il suo nome compare in alcuni documenti del primo Concilio di Nicea (325), dove i vescovi della Chiesa cristiana si incontrarono per tentare di chiarire alcune divergenze teologiche sulla natura di Cristo. Sul suo conto, a partire dal Medioevo, sono fiorite molte leggende. Le più note sono quelle che lo descrivono come portatore di doni e protettore dei bambini: Nicola avrebbe salvato tre fanciulle dalla prostituzione dando loro sacchi d’oro (poi simboleggiati nell’iconografia con palle d’oro); avrebbe salvato anche tre bambini che una locandiera voleva uccidere per ricavarne carne.

 

I racconti su Nicola circolavano soprattutto nelle scuole ecclesiastiche, dove il 28 dicembre si celebrava la festa degli innocenti: in occasione di questa versione cristianizzata dei Saturnalia (festa pagana dell’antica Roma) gli studenti nominavano un “vescovello”, trasposizione del dio Saturno romano, che presiedeva ai festeggiamenti ed elargiva doni. Dalla fine del XIII secolo il 6 dicembre diventò il giorno dei “vescovi Nicola”, e a poco valse che la chiesa vietasse le carnevalate pagane: Nicola sopravvisse nelle case dove c’erano bambini che, incuranti del divieto, continuavano a festeggiarlo e a ricevere doni.

Se in questi giorni natalizi si volesse fare un tour veneziano originale a tema, si vada al Lido presso la Abbazia di San Nicolò del IX secolo: proprio perché la presenza delle reliquie a Venezia è poco nota, quindi la chiesa non è, come quella di Bari, meta di pellegrinaggi, si potrà fare la visita con agio e tranquillità. Questa è una chiesa cattolica ed è gestita da frati francescani anche se i fedeli più affiatati verso San Nicolò rimangono gli ortodossi, per i quali questo santo ha un’importanza fondamentale (è fra l’altro, il santo patrono della Russia, oltre che della Grecia).

E allora Auguri di Buon Natale!

 

 

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