Viaggio in treno storico. In Abruzzo la Transiberiana d’Italia

Viaggio in treno storico. In Abruzzo la Transiberiana d’Italia

Un’esperienza unica sulla linea che parte da Sulmona e arriva a Isernia, nel Molise

Sono 128 i chilometri dalla pianura alla montagna, 20 le stazioni in cui si transita, oltre 150 le corse disponibili e circa 40 mila i passeggeri che hanno scelto questa esperienza. Sono questi i numeri record registrati dalla Ferrovia dei Parchi, grazie a quella che, in molti ormai, conoscono e chiamano la Transiberiana d’Italia. A chi pensa che si tratti di un viaggio lento, noioso e scomodo in vecchie carrozze risalenti agli anni ‘30, ‘40 e ‘50, diciamo subito che così non è. Si tratta infatti di una vera e propria esperienza culturale, di un percorso tra i meravigliosi scorci abruzzesi, compiuto volutamente adagio, una sorta di contrappasso per chi, purtroppo, vive la vita in modo frenetico, tra ritmi serrati e incalzanti.

Visita a paesaggi mozzafiato

Lo sguardo non può che perdersi con l’alzarsi delle quote: questo percettibile passaggio di pendenza, cambia più volte il panorama e il proseguire torpido sulle rotaie, tra qualche “ciuf ciuf” che fa sorridere i bambini curiosi, appoggiati con il naso sui finestrini, diventa una lezione pratica di orografia, idrografia, geografia, flora e fauna di questo tratto di territorio abruzzese. Dalle colline della Conca Peligna, infatti, posizionate a circa 300 metri, si sale verso la Maiella e gli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, fino ai 1268 metri di Rivisondoli-Pescocostanzo, stazione più alta della rete ferroviaria dopo quella del Brennero, per poi ridiscendere verso l’alta Valle del Sangro e le valli boscose dell’Alto Molise, tornando infine alle colline di Isernia.

tratta della linea Sulmona-Carpinone

Una linea nata nel 1892 e dismessa nel 2011. Ma riaperta nel 2014

La linea è quella della Sulmona (L’Aquila, Abruzzo) – Carpinone (Isernia, Molise), nata nel 1892 e dismessa nel 2011, che ha visto la sua riapertura con la Transiberiana tutta italiana, nel 2014, quando è stata appunto inaugurata la prima corsa come ferrovia turistica, ad opera della Fondazione FS Italiane. Grazie alla volontà di giovani e tour operator locali, consorziati, è nata infatti la Ferrovia dei Parchi che nel giro di un decennio ha quadruplicato i numeri di passeggeri. I dati parlano chiaro: “il 2025 si è chiuso con quasi 40 mila viaggiatori in oltre 100 partenze speciali”, ha dichiarato Claudio Colaizzo, portavoce dell’agenzia Pallenium Tourism che gestisce le corse. “Le partenze si svolgono ogni fine settimana con base Sulmona, il sabato e la domenica, oltre a ulteriori giorni festivi, seguendo la stagionalità che a sua volta incide sullo svolgimento dei programmi e degli itinerari turistici di giornata”. Il grande successo del treno storico, è senz’altro merito, però, anche delle numerose corse e dei “pacchetti” proposti dal tour operator. E qui, la natura fa il suo: la suggestività creata dall’alternanza delle stagioni, crea panorami sempre diversi

Ogni stagione ha il suo fascino, dalla Maiella ai borghi Pescocostanzo, Roccaraso e altri…

Per ognuna di esse ovviamente lo scenario, la vista che attende i turisti, cambia: in inverno, con la neve, tutto è più suggestivo. La coltre bianca disegna nel cielo azzurro profili precisi e le vette sembrano quasi disegnate a matita su una gigantesca tela. L’itinerario tocca tutta la zona della Maiella e degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, con tour a Campo di Giove, Palena, Pescocostanzo e Roccaraso. Le soste, in questo periodo dell’anno, consentono visita ai mercatini tipici, percorsi enogastronomici, ciaspolate, colazioni sulla neve e visite culturali. È la stagione dei treni della neve, che circolano nei fine settimana fino a metà marzo, con partenza alle 9 e rientro alle 18. Nelle altre stagioni, potendo contare su giornate più lunghe, si toccano le zone dell’Alto Sangro (Barrea, Alfedena, Scontrone e Castel di Sangro) oltre che dell’Alto Molise, in provincia di Isernia (riserva di Montedimezzo, Carovilli, Pietrabbondante). Da qui, camminate nei sentieri più suggestivi, percorsi in e-bike, laghi, passeggiate a cavallo, picnic sui prati, incontri ravvicinati con il bestiame al pascolo. Il tutto in una cornice di sfumature di verde, e arancio, marrone e giallo che immergono in un quadro antico.

Una meta turistica amante del turismo lento ed esperienziale

I turisti sono provenienti da tutta la penisola ma anche dall’Europa e perfino dall’America. Molti di loro sono in Italia come turisti e si imbattono casualmente nell’ esperienza del treno storico, restandone innamorati. Quest’anno, alcuni mesi sono già quasi sold-out per il fatto che la regione in cui ricade l’itinerario, vede il suo capoluogo, L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura. “Proprio per questo importante riconoscimento, conclude Colaizzo, nel 2026 è atteso un incremento del numero delle partenze e si sta studiando la fattibilità per l’introduzione di nuovi itinerari, di più giorni, che possano coinvolgere, dalla partenza, le aree di Roma e Napoli, con speciali collegamenti dedicati.” E allora non ci resta che goderci l’esperienza, immaginando un tempo ormai andato, in cui i ritmi avevano il sapore autentico, semplice e naturale di un viaggio lento, non solo sulle rotaie.

Info e prenotazioni su ferroviadeiparchi.it

Articolo a cura di Barbara Zarrillo