di Bruna Mozzi

Non solo il classico tragitto turistico…

Chi non è mai stato a Venezia? noi Veneti sicuramente almeno una volta nella vita. Gli Italiani? La Serenissima è tra i posti più gettonati per un w-e romantico o per le ricorrenze del Carnevale o della Festa del Redentore. Alla “solita” Venezia che prevede un passaggio

Il ghetto di Venezia

in Piazza San Marco, un  giro in gondola, una foto con il Ponte dei Sospiri e un souvenir dal Ponte de Rialto, alcuni preferiscono il ghetto con la sinagoga o le calli minori, il Lido e Cannaregio. Eppure la Venezia insolita o minore è consigliabile per chi volesse approfondire la visita della città lagunare o conoscere itinerari meno noti, lontano dalla ressa o dai turisti mordi e fuggi delle navi crociera.

Ad aiutare l’esploratore curioso intervengono libri interessanti come “Venezia minore” di Egle Trincanato che narra della pietra d’Istria di Dorsoduro o Castello e che ci illumina sulle architetture di questi sestieri con pagine affascinanti su cornici, porte con architrave, finestre bifore e polifore…

Possiamo altrimenti rivedere un vecchio (ma non troppo) documentario su Venezia di Francesco Pasinetti con un viaggio ad altezza di gondola sobrio e elegiaco, ricco dell’umanità del quotidiano veneziano, partecipe di architetture, di sculture, di panorami e

una foto di Venezia di Gianni Berengo Gardin

di musiche che evocano un dialogo ininterrotto. Anche lui tra Cannaregio e Castello. Se siamo appassionati di fotografia possiamo ripercorrere la Venezia minore in bianco e nero con le splendide foto di Gianni Berengo Gardin, dalle calli agli interni delle case, da una Venezia soleggiata alla pioggerellina di primavera.

Persino il cinema ha immortalato la Venezia minore: si pensi al film “Pane e tulipani” di Silvio Soldini: pensioncine e trattorie a Santa Marta.

Ma come fare? Improvvisarsi  con guida alla mano o google maps aperto sul proprio smartphone oppure lasciarsi guidare? Le proposte sono affascinanti e si articolano in Itinerari a piedi: per area (lontano dai soliti percorsi del turismo di massa); tematici (musica a Venezia, Storia della cucina veneziana, Tour fotografici, Itinerari teatrali, Artigiani veneziani, Pittrici veneziane, Arte Contemporanea), cene in case private veneziane; Corsi di cucina veneziana: Bacaro Tour; Tour in bicicletta in un’isola…ce n’è per tutti i gusti. A tal proposito si possono consultare alcuni siti.

Venezia nasconde dietro ai palazzi e tra le calli della laguna numerosi giardini storici, parchi, aree naturali protette e boschetti che spesso sfuggono ai turisti e dove quindi regna la calma e la tranquillità.

Biennale di Venezia: le  mani di Lorenzo Quinn, figlio di Anthony Quinn

Oltre ai Giardini di Castello, famosi per l’esposizione di arte e architettura Biennale (quest’anno tocca alla Biennale d’arte che è iniziata lo scorso 11 maggio e si concluderà il 24 novembre), vi sono anche moltissimi parchi e giardini nascosti tra i canali e i vari palazzi; ci sono i giardini liberty del Lido ad esempio. Anche se nei prossimi giorni il Lido sarà affollato per la Biennale d’arte Cinematografica ( dal 28 agosto al 7 settembre), vi si può godere di itinerari verdi.

L’isola del Lido lunga circa 11 kilometri è chiusa tra il Mare Adriatico e la laguna, era un tempo una campagna disseminata di orti, vigne, carciofaie, e anche stalle, fossi, mulini e pozzi che sorgevano accanto a torri di guardia e postazioni militari: facevano parte dell’antico sistema difensivo della laguna di Venezia. Il primo stabilimento balneare risale al 1857. Fu poi seguito da molti edifici ben arredati e ornati con pietre, ferro e vetro. Intorno e all’interno molti giardini ombrosi si mostrano oggi attraverso le recinzioni affacciate sull’acqua o su strade e viali percorsi da pedoni, biciclette e autoveicoli.

Ci sono stretti percorsi in ghiaino che si addentrano fra sempreverdi pini domestici e marittimi, cedri del Libano, magnolie, tassi, palme e pittospori. Siepi di bosso e edere completano il tappeto verde che a volte si arrampica sino ai primi piani delle villette e degli edifici. Se ci si reca in primavera, si è pervasi dal profumo del gelsomino e del lillà o del glicine.  In autunno i platani e gli aceri che costeggiano i viali si tingono di rosso.

Vicino al Des Bains, l’hotel a cinque stelle, è il bosco rimaneggiato a parco con grande varietà di alberi, opera del paesaggista Tramontin che volle proteggere la privacy degli ospiti prestigiosi. Un’area assolutamente green del Lido è quella del Circolo Golf Venezia, creato all’inizio degli anni Trenta dal conte Giuseppe Volpi di Misurata, allora presidente della Compagnia Italiana Grandi Alberghi.

le dune di Alberoni

Se si desidera una natura più selvaggia, a pochi passi c’è anche l’Oasi WWF delle Dune degli Alberoni: qui svernano o sostano numerosi uccelli. La vista può spaziare tra la  spiaggia nuda, le  dune mobili  e le  dune interne con praterie aride e con una flora simile a quella di steppa. L’ombra si può ritrovare alle spalle dove si stende una pineta di 30 ettari, nata da un rimboschimento realizzato nel dopoguerra. Un altro scrigno di biodiversità è la Riserva naturale di San Nicolò.

Al rientro dal Lido (con vaporetto 5.1 o 5.2) se ancora non si è stanchi si può fare un altro giro tra i più insoliti: quello delle botteghe artigianali che oramai a Venezia stanno scomparendo, purtroppo sostituite da negozi e bancarelle di paccottiglia cinese. Vedere come si costruisce una gondola o anche un colorato vaso di vetro non ha prezzo. Ma se si è fatto tardi, conviene fare il giro dei bacari e allora, in tal caso, basta guardarsi a destra o a sinistra e certamente ne troverete uno di vostro gusto.

 

 

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