Cosa fare a Venezia i questi giorni? visitare qualche monumento, una chiesa, un museo, una mostra oppure che altro? Indugiare al ristorante, magari se stellato o con vista Canal Grande? Per molti di noi che devono evitare i carboidrati questo è un privilegio proibito; ancor peggio per chi non si può concedere i dolci che brillano nelle vetrine e nei banchi dei bar e delle pasticcerie: crostoli, frittelle, castagnole.

Si può sempre fare una passeggiata al Lido a rivedere le ville e i palazzi in stile Liberty: ci sono splendidi itinerari a tema liberty quale è l’ “itinerario Sicher”che ripercorre fedelmente la scelta di Giovanni Sicher – un architetto che ha operato qui durante la fase di urbanizzazione dell’isola all’inizio del secolo scorso. L’itinerario si caratterizza per una particolare concentrazione nella zona del ponte delle Quattro Fontane, lungo il canale di accesso alla ex sede estiva del Casinò, nelle immediate vicinanze dell’Hotel Excelsior.

O si può semplicemente passeggiare vicino ai murazzi  inizia a Ca’ Bianca e finisce dopo circa 5 km in prossimità degli Alberoni o fare nordick walking in spiaggia a respirare l’aria fresca del mare o ancora per in più “audaci” qualche chilometro di footing: sarà comunque un beneficio per il nostro umore oltre che per il nostro corpo. Se poi si è col proprio partner o tra amici allora l’esperienza è ancora più gratificante.

Chi invece volesse fare attività fisica in centro a Venezia, senza prendere vaporetti e affrontarne la ressa del periodo del Carnevale o avesse poco tempo, che fare o dove andare? Ci si può spostare a Campo San Polo dove dai primi di dicembre (il 7) c’è una pista per pattinare sul ghiaccio, per un carnevale di divertimento oltre le maschere e il travestimento che da sempre ha fatto divertire veneziani e non.

Pattinare sul ghiaccio: un’abitudine che viene dai Paesi nordici: neve e freddo non hanno mai impedito agli uomini e specialmente ai giovani d’oltralpe di uscire a divertirsi. L’Ice Skating è infatti uno dei più affascinanti e praticati sport invernali la cui origine è molto antica. Le prime “pista di pattinaggio” erano laghi e fiumi ghiacciati delle regioni del nord. Inizialmente praticato come attività popolare e come efficace mezzo di trasporto sul ghiaccio, ben presto, divenne un passatempo e un divertimento. Proprio in questa forma si è diffuso rapidamente in diversi paesi.

La culla del pattinaggio? la Svezia: i Vichingi all’incirca mille e duecento anni fa utilizzarono per primi delle rudimentali “lame” fatte di osso di bue o di renna che applicavano sotto le scarpe. Mezzi ancora poco efficaci se si paragonano ai moderni pattini a lama metallica, tanto che il “proto-pattinatore” aveva la necessità di spingersi con un bastone per vincere la resistenza dell’attrito anche se questo è assai ridotto sul ghiaccio rispetto alle altre superfici.

Dai paesi scandinavi, questa pratica è sbarcata poi nell’Europa Centrale passando soprattutto dall’Olanda che ne fece un vero e proprio sport nazionale. Questo spiegherebbe la grandissima tradizione di quel paese nelle discipline sul ghiaccio culminata nella vera e propria messe di medaglie soprattutto nella velocità vinte dai campioni nederlandesi. Chi non ricorda il romanzo “Pattini d’argento” e il film omonimo con il piccolo Hans quindicenne povero, ma buono e onesto, che vive nei Paesi Bassi con la madre e la sorellina Gretel? Hans sogna insieme alla sorella, di partecipare alla prestigiosa corsa sui pattini da ghiaccio che si tiene a dicembre sul canale e il cui premio in palio sono un paio di pattini d’argento.

Nel XVII secolo, fu il principe James, figlio del re inglese Carlo I che era in esilio proprio nei Paesi Bassi in seguito alla “caduta” del padre, ad appassionarsi al pattinaggio e, quando suo fratello Carlo II riuscì a restaurare la monarchia rientrando in patria, importò i pattini anche nel Regno Unito. E da lì, ovviamente, in tutto il mondo, compresi la Russia, il Giappone, la Cina e la Corea.

La specialità “regina” del pattinaggio è senza dubbio il pattinaggio di figura il cui mito è stato alimentato anche dalla presenza di atleti carismatici e leggendari che hanno costituito per questo sport una enorme cassa di risonanza. Una di queste fu senza dubbio la norvegese Sonja Henie dieci volte consecutivamente campionessa del mondo fra il 1927 ed il 1936 e tre volte campionessa olimpica. Ma più recentemente il mito del pattinaggio è passato nel grande schermo con la celebre storia della discussa campionessa Tonya Harding, pattinatrice americana salita alla ribalta all’inizio degli anni novanta non solo per i meriti sportivi, ma anche per un’accusa di sabotaggio ai danni di una sua rivale.

Anche se non siamo veri campioni sul ghiaccio ma semplici dilettanti ale prime armi, un po’ di moto e qualche brivido potrebbero costituire un sano divertimento: se poi la cornice è Venezia, il piacere si moltiplica.

Gli orari per pattinare? si può stare “in pista” dalle 11.00 in poi per un massimo di 90 minuti. Il costo? Per i residenti solo 9 euro e meno ancora per i bambini.

Ma affrettiamoci, tutto si scioglierà come per magia mercoledì 25 febbraio alla fine del Carnevale, con il primo giorno di Quaresima.

 

 

 

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