Straordinaria serata quella di giovedì 13 luglio al Teatro Comunale di Vicenza per l’evento coreutico internazionale che ha avuto come protagonista Jacopo Tissi.

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Si tratta del celeberrimo danzatore italiano ventottenne nominato primo ballerino al Teatro Bolshoi di Mosca. L’unico artista di casa nostra ad aver superato in brevissimo tempo tutte le gerarchie del tempio assoluto della danza classica che l’anno scorso dovette ahimè lasciare la Russia allo scoppio della guerra con l’Ucraina.

Past Forward” col quale è approdato nella città del Palladio” è il suo Gala. Prodotto da Art Spettacolo Production, è stato costruito sulla sua figura di interprete del balletto accompagnata in scena da alcuni tra i più importanti ballerini attualmente impegnati in compagnie internazionali di rilievo. Con queste premesse si sapeva già che la rappresentazione sarebbe apparsa davvero unica. La sorpresa nel corso dell’evento però c’è stata.

Nessuno, nemmeno tra gli appassionati più irriducibili, s’aspettava una esibizione così impeccabile e insieme così empatica, così rigorosa e nel contempo tanto emozionante in ogni momento dell’ora e quarantacinque minuti dello spettacolo.
Rimasti letteralmente estasiati e visibilmente coinvolti, gli spettatori hanno applaudito a scena aperta e poi con ovazioni finali perdurando platealmente l’apprezzamento anche dopo, quando ci si intrattenne nella hall quasi a voler trattenere più a lungo l’empito delle emozioni provate.

Lo spettacolo

Il programma della serata, come dice il titolo, ha previsto coreografie prendendo sia dal grande repertorio di fine Ottocento sia di danza contemporanea fra cui le ultime creazioni per il balletto del Teatro Bolshoi di Mosca. E se è vero che ne sono conseguiti diversi modi espressivi, è altrettanto certo che tutti hanno concorso ad una trama che racconta molto dell’universo artistico di Tissi, della sua duttilità stilistica, potenza atletica e raffinata sensibilità interpretativa.

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Accanto a lui Polina Semionova, David Motta Soares, Ksenia Ovsyanick. Alina Cojocaru, Alejandro Virilles. Formidabili nel dar vita a otto pièce confluite in un gran finale in cui anche il tempo degli applausi è diventato spettacolo. L’avvio è stato con “Raymonda” Pas de deux con Jacopo Tissi e Polina Semionova, cui ha fatto seguito l’applauditissima Carmen con Ksenia Ovsyanick e Davide Motta Soares.

Poi “Paradiso” con l’assolo di Tissi. Ha impressionato Tissi nel candido vestimento che richiamava il bianco del cinema prima dell’avvento del colore con la colonna sonora della musica di Morricone, momento clou della serata. Un tutto che ha creato sia l’effetto che il titolo recita sia l’atmosfera che sarebbe piaciuta anche a Tornatore!

La magia è continuata con “A Midsummer Night’s Dream“ (Alina Cojocaru e Aleiandro Virelles); “Clay and Diamnd”( Ksenia Ovsyanick e David Motta Soares); “Sospiri dal balletto Orlando” (Jacopo Tissi e Polina Semionova); “La muerte de un cisne” (Alejandro Virelles; “L’Arlésienne Suite” (Jacopo Tissi e Alina Cojocaru).

Tutte star incantevoli nel dar vita e anima alle coreografie di Alberto Alonso, Roland Petit, Marius Petipa, Yuri Possokhov, Christian Spuck, George Williamson, Michel Descombey, John Neumeier.

Jacopo Tissi

jacopo-tissi-assoloNato il 13 febbraio 1995 a Landriano in provincia di Pavia, è cresciuto all’Accademia della Scala a Milano. Nel 2017 entra al Bolshoi, dove la notte di Capodanno del 2021, a soli 26 anni conquista il ruolo d’Etoile. Un paio di mesi dopo scoppia la guerra e torna in Italia. La Scala lo accoglie a braccia aperte annoverandolo tra i suoi ospiti di prestigio. E infatti nella stagione 2022-2023 ha danzato come primo ballerino alla Scala e si è esibito al Teatro dell’Opera di Roma. Questo suo primo Gala “”Past Forward “in prima assoluta a Vicenza e con debutto sul palcoscenico del Teatro Comunale, conferma la città del Palladio quale crocevia della danza internazionale.

Dopo Vicenza lo spettacolo sarà in scena a Civitanova Danza (al Teatro Arena Villa Vitali di Fermo il 16 luglio) e a Taormina Arte (al Teatro Antico il 17 agosto).

 

Articolo di Marica Rossi