Monselice torna nel Medioevo: la Giostra della Rocca accende la città

Monselice torna nel Medioevo: la Giostra della Rocca accende la città

Dall’11 al 20 settembre la 41ª edizione della grande rievocazione dedicata a Federico II. Nove contrade, gare, tamburi, scacchi viventi e la spettacolare Quintana

MONSELICE – Una città intera che per dieci giorni torna nel Medioevo, riscoprendo storia, identità e soprattutto un fortissimo senso di comunità. È stata presentata venerdì 28 agosto, davanti a una folta partecipazione di autorità, rappresentanti delle nove contrade, organizzatori, volontari, ospiti e giornalisti, la 41ª edizione della Giostra della Rocca di Monselice, in programma dall’11 al 20 settembre. La conferenza stampa si è svolta all’Airone Shopping Center, coordinata dalla storica voce della Giostra Roberto Celon.

Una manifestazione che affonda le proprie radici nella storia medievale della città e rievoca il passaggio a Monselice dell’imperatore Federico II di Svevia. Oggi la Giostra è uno dei principali appuntamenti storico-culturali del Veneto, capace di richiamare migliaia di visitatori e coinvolgere le nove contrade di Ca’ Oddo, Carmine, San Bortolo, San Cosma, Torre, San Giacomo, Monticelli, Marendole e San Martino.

Sindaco di Monselice, Franco Ennio

Ad aprire idealmente la nuova edizione è stato il sindaco Franco Ennio, che ha definito la Giostra la “manifestazione regina” di Monselice, sottolineando soprattutto l’impegno dei tantissimi volontari che lavorano per mesi alla sua realizzazione. Un concetto condiviso dall’assessore regionale Elisa Venturini, che ha evidenziato la capacità dell’evento di unire generazioni diverse e trasformare storia e tradizioni in attrazione turistica, e dalla consigliera regionale Giorgia Bedin, che ha ricordato come la Giostra sia ormai uno strumento di promozione non soltanto di Monselice ma dell’intero Veneto. Presente l’assessore al turismo e cultura Gianni Mamprin.

Il consigliere delegato alla Giostra Rino Biscaro, dopo 38 anni vissuti da capo contrada di Monticelli, ha assicurato il proprio impegno per far crescere ulteriormente la manifestazione, mentre la presidente Paola Signoretto ha rivolto un ringraziamento particolare ai responsabili delle contrade e a tutti coloro che, con passione e dedizione, rendono possibile ogni anno l’evento.

Sul valore mediatico della Giostra è intervenuto anche il giornalista Maurizio Drago, che ha posto l’accento sulla straordinaria energia generata dalle migliaia di persone volontarie coinvolte nella Giostra: un patrimonio umano che permette alla manifestazione di superare i confini di Monselice e diventare veicolo di nuove idee, come il Piatto di Federico II, partito già dall’ex assessore Luca Piccolo, progetto nato a Monselice e successivamente approdato a Jesi e Altamura grazie alla rete costruita attorno alla figura dello Stupor Mundi. Il collegamento con queste città era stato evidenziato anche dalla Regione durante la presentazione.

Tra i momenti della conferenza anche la presentazione in anteprima del “Pallium Monselice 2026”, opera di Luciano Zambolin destinata alla contrada vincitrice della Quintana. Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, il Palio richiama attraverso le sue simbologie le trasformazioni della natura e dell’ecosistema.

Ricchissimo il calendario. Si comincia venerdì 11 settembre con il Banchetto Medievale in Piazza Mazzini; sabato spazio agli arcieri, mentre domenica 13 sarà la volta del mercatino medievale, della Corsa dei Messaggeri e della Gara delle Macine. Lunedì 14 gli scacchi viventi, giovedì 17 la spettacolare sfida coreografico-musicale dei tamburi.

Il gran finale arriverà domenica 20 settembre: Monselice sarà attraversata dal grande Corteo Storico, con oltre duemila figuranti in costume medievale, prima della sfida decisiva delle nove contrade nella Quintana a cavallo. È il momento nel quale una manifestazione diventa qualcosa di più di uno spettacolo: una città intera indossa la propria storia e la offre ai visitatori.

Articolo a cura di Nadia Donato