Biennale d’Arte 2024: a Ca’ Giustinian s'inaugura il progetto della 60ª edizione

Biennale d’Arte 2024: a Ca’ Giustinian s'inaugura il progetto della 60ª edizione
Sala delle Colonne

È all’interno della prestigiosa Sala delle Colonne di palazzo Ca’ Giustinian, storica sede della Fondazione Biennale di Venezia, che, in presenza del Presidente Roberto Cicutto e del curatore Adriano Pedrosa, è stato ufficialmente annunciato il titolo e il tema principale della Biennale d’Arte 2024. Ricorrenza che l’anno venturo compirà la bellezza di 128 anni d’attività, toccando quota sessanta presentazioni, «la Biennale – ricorda Cicutto ‒ rappresenta uno dei palcoscenici più importanti per gli artisti che desiderano mettersi alla prova e far conoscere le proprie opere a coloro che cercano nell’arte contemporanea una traccia che rispecchi le tematiche ricorrenti nella quotidianità».

Con l’obiettivo di centrare ancora una volta il tema contemporaneo, la Fondazione ha deciso di affidare l’arduo compito di allestire la mostra, che verrà come da tradizione esposta ai meravigliosi Giardini di Venezia e all’Arsenale, al curatore brasiliano Adriano Pedrosa, il quale ha scelto di intitolarla Foreigners EverywhereStranieri Ovunque. «Il contesto in cui si colloca l’opera è un mondo in cui il libero movimento tra le nazioni sembra essere in crisi, e in cui la permanenza stessa delle persone all’interno dei paesi è messa a repentaglio da differenze linguistiche, disparità sociali e culturali» ci spiega Pedrosa, che prosegue «Stranieri Ovunque suole quindi avere un duplice scopo, il far riflettere sul fatto che nel corso della nostra vita incontreremo sempre degli stranieri e che ognuno di noi, nel profondo, è uno straniero in questa terra».

Veduta di Ca’ Giustinian dal Canal Grande

Un evento che punta sull’innovazione, attiva nel rimarcare le mancanze di una politica che troppo spesso si è discostata dalle tematiche sociali, e che sia in grado di emozionare chi vi partecipa, afferma il Presidente, il quale si dichiara orgoglioso d’aver sostenuto per la prima volta la candidatura un curatore sudamericano. Dopo una lunga e attenta analisi delle figure professionali, Adriano Pedrosa ‒ già direttore del MASP, Museo d’Arte di San Paolo ‒ è riuscito a imporsi con un progetto vivace e originale, che comprende opere realizzate nel nostro paese negli anni passati (oltre a quelle odierne), e che mette al centro la partecipazione giovanile. Il titolo Foreigners Everywhere viene infatti tratto da una serie di lavori realizzati a partire dal 2004 dal collettivo Claire Fontaine, di origine parigine ma con sede a Palermo. Ovvero, una serie di sculture neon di diversi colori che riportano in varie lingue la dicitura “Stranieri Ovunque”, espressione che a sua volta ricorda un collettivo torinese attivo nei primi anni Duemila, pioniere della lotta al razzismo, all’omofobia e alla xenofobia.

Una Biennale, quella che si terrà a partire dal 20 aprile del prossimo anno, che promette di colmare alcune lacune culturali che si sono create nel corso degli anni dando spazio a temi di grande risonanza nei giovani, i quali si dimostrano sensibili nel comprendere l’importanza, anche nell’arte, del valore dell’inclusività, unica soluzione in grado di creare una valida alternativa di futuro in Italia, in Europa e in tutto il mondo.

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