Mostra a Vicenza di Cristina Crestani

Mostra a Vicenza di Cristina Crestani

Del mondo delle favole, con tanti molteplici affascinante annessi e connessi, si parlerà a Vicenza il 20 giugno alle 17.30 allo Spazio Libreria Galla di corso Palladio per il vernissage della personale di Cristina Crestani: “Le mie creature di sogno”. Una raccolta di venti quadri che si potranno ammirare fino al 4 di luglio (dal lunedì al sabato 10-19). Si tratta di una scelta di coloratissimi dipinti a olio che evocano il meglio delle fiabe più note e amate allargando l’orizzonte a quanto l’ingegno umano fantasiosamente ha prodotto per l’infanzia e poi anche immaginato per rendere a tutti e ad ogni età più comprensibile, più attraente e anche più poetico il nostro esistere.

L'albero dei cuori, opera di Cristina Crestani

Sono opere che parlano di miti, simboli, favole, maschere, sogni, leggende, giochi, circhi, giostre, figurazioni con personaggi della letteratura, dell’immaginario collettivo e altri che l’autrice ricrea appartenendo al mondo dei suoi sogni e delle sue utopie. Scene ideali ma anche veridiche sulle quali l’artista riversa quelle sue emozioni che sa trasmettere pure a noi possedendo l’arte di interpretare la realtà con una leggerezza piena di carattere e nello stesso tempo con una profondità che non ci si aspetterebbe e che è da scoprire. Eloquente in tal senso la citazione della pittrice nel dépliant d’invito: “Jung ricordò come tutto sotto la soglia della coscienza fosse animato. La ricchezza dell’anima è fatta tutta di immagini”.

E infatti scrive la Crestani “ogni lavoro è un tentativo di dare spazio dentro di me e di mettermi in contatto con l’inconscio, con i suoi recessi più profondi della psiche per trovare un contatto con il luogo dove abita il Mistero, da dove poter trarre consolazione e dove immettere, se ce ne fosse bisogno, schegge di bellezza”. Un universo tutto da assaporare e su cui riflettere perché affronta importanti dilemmi senza soverchi appesantimenti, con levità e giusta consapevolezza.

Elefanti come gli uomini, opera di Cristina Crestani


Non si tratta di favole ingenue” scrive infatti Paolo Rizzianzi. Si tratta semmai di ritrovare, sia pur faticosamente, la serenità di un eden lontano, che era scomparso e ora torna a rivisitarci. Questo eden significa serenità, equilibrio, pacato rapporto con il mondo, ma significa anche approdo al mondo della cultura antica, laddove la cultura non è peso erudito, ma lievito che aiuta la fantasia a sciogliersi, ad uscire da luoghi comuni, a ritrovare la sua strada”.


Di grande interesse il modo che ha Cristina Crestani (qui seguito riportato) di approcciarsi ad un giocattolo. “Quando colgo in un giocattolo delle qualità espressive e decido di riprodurlo, lo osservo a lungo esplorandone le proprietà strumentali. Lo contemplo, mi metto in comunicazione con lui. La contemplazione dell’oggetto da rappresentare non è una situazione passiva, ma una azione attiva, con la quale mi interrogo sulla sua realtà, cioè sulle proporzioni, la relazione fra le parti, sulle variazioni di tono e di colore.” Ed è proprio quello che la sua pittura rappresenta: un mondo colorato di giocose immagini con creature di sogno che fanno capire di più le cose importanti della vita.


Cristina Crestani è artista nata. Fondamentalmente autodidatta, è stata però qualche tempo allieva di Ernesto Lomazzi e Maurizio Girotto per la pittura, e di Agostino Gallio per la scultura, mai tralasciando la scrittura con storie che narrano del nostro tempo perduto e ritrovato. Tranne che in alcune brevi stagioni della sua vita, ha sempre vissuto a Montebello, aprica zona del vicentino sul versante che porta a Verona. Ricco il suo curriculum espositivo dopo il diploma, essendo l’arte figurativa la sua scelta professione ed essendo numerosi i suoi estimatori in Italia e all’estero. La sua più recente esperienza in fatto di mostre è dello scorso anno nella terra di Giulietta e Romeo alla Galleria civica di Montecchio Maggiore a cura di Giuliano Menato.

Articolo a cura di Marica Rossi