Le persone in sovrappeso o obese, tra adulti e bambini, in Italia sono circa 25 milioni. Vivono soprattutto in città e nelle regioni del Sud e sono in maggioranza uomini.

Foto da il sole 24 ore

Questo è il resoconto statistico rilavato dall’Italian Obesity Barometer Report, realizzato in collaborazione con Istat e presentato in occasione del primo Summit Italiano sull’Obesità.
In Italia, il 46% degli adulti, ovvero oltre 23 milioni di persone, e il 24% tra gli under 18 anni, vale a dire 1,7 milioni, è in eccesso di peso. Le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (9,4%) rispetto agli uomini (11,8%). E il problema è più diffuso nelle regioni del Sud, dove sono ben il 32% e 26%, rispettivamente, i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso.

I dati non sono affatto confortanti, dal 1980 a oggi, l’obesità è aumentata in quasi tutti i paesi del mondo.  Più di 70  paesi del mondo la vedono quasi raddoppiata e, purtroppo la vedono addiritura triplicata alcuni stati in via di sviluppo, come la Cina, il Brasile e l’Indonesia, sia negli adolescenti che negli adulti.
Oltre all’aspetto estetico, del tutto irrilevante, la preoccupazione maggiore sta nel fatto  che l’insorgenza precoce dell’obesità si associa all’aumento cumulativo dell’incidenza del diabete di tipo 2, dell’ipertensione arteriosa, delle patologie cardiache e delle malattie croniche renali in età adulta.

A causa dell’obesità si rischia di andare incontro a malattie come diabete, infarto, ictus e tumore.

Diabete di Tipo 2 e resistenza all’insulina

Il Diabete di Tipo 2 o diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM), tra tutte le malattie gravi,  è quello maggiormente legato all’obesità e al sovrappeso.
Nelle donne, quelle obese, hanno probabilità dodici volte superiori di sviluppare il Diabete di Tipo 2 rispetto alle donne con un peso normale.
Il rischio di Diabete di Tipo 2 aumenta parallelamente all’IMC (indice di massa corporea), soprattutto nei soggetti con una predisposizione genetica a questa malattia e cala parallelamente alla perdita di peso.

Il nostro cuore non ama certamente il sovrappeso

Nelle malattie cardiovascolari (CVD) sono comprese: la malattia coronarica (CHD), l’ictus e la malattia vascolare periferica. Un’elevata percentuale, circa il 30% della mortalità di uomini e donne, sono da riferire a queste patologie.

L’obesità predispone l’individuo ad una serie di fattori di rischio cardiovascolare tra cui l’ipertensione e l’aumento del tasso di colesterolo nel sangue. Nella donna, l’obesità è al terzo posto tra i fattori di rischio di malattie cardiovascolari, dopo l’età e la pressione arteriosa.

Una volta conosciuti questi dati diviene importante prendere dei provvedimenti nell’ottica del volersi bene.

Lo scorso mese abbiamo parlato dell’insulina e dei processi di dimagrimento, articolo dal quale abbiamo appreso l’importanza di una corretta alimentazione e soprattutto, abbiamo appreso, quanto sia importante controllare i livelli glicemici per evitare di ingrassare.

L’uso del sale e dello zucchero sono la principale causa dell’ingrassamento, imparare come scegliere e abbinare gli alimenti diventa importante per la nostra salute.

 

Prevenire è meglio che curare

Combattere l’obesità è una missione possibile. Il programma di educazione alimentare NutriEffect ci aiuta nella comprensione degli effetti degli alimenti sull’organismo. Oltre ad essere disponibile per consulti e programmi di dimagrimento personalizzati la società di professionisti NutriEffect ci accompagnerà per alcuni articoli fornendoci preziosi consigli volti alla prevenzione dei disturbi legati a una cattiva alimentazione.

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