Fra gli appuntamenti in laguna lunedì 25 di questo mese, grande il successo dell’evento dell’Azienda Masi alla Casa di The Human Safety Net alle Procuratie di Venezia piazza San Marco per la presentazione del catalogo “Fabrizio Plessi. L’anima dell’Amarone” edito da Marsilio Arte. Una pubblicazione di gran pregio che documenta con illustrazioni e testi l’installazione d’autore realizzata in occasione dell’opening del nuovo insediamento di Masi Agricola in Valpolicella.

L’incontro s’è aperto con l’illuminante dialogo tra Fabrizio Plessi, autore del capolavoro, Luciano Ferraro vicedirettore del Corriere della Sera e Sandro Boscaini presidente di Masi Agricola, cui ha fatto seguito il saluto di Luca De Michelis ceo di Marsilio Arte. Ne è uscito un discorso ricco e articolato sul volume, sulla architettura della nuova sede, sull’azienda, sulla storia dell’Amarone, sulla genesi dell’opera d’arte e sui motivi ispiratori che hanno guidato Plessi nell’ideazione della “pirotecnica” installazione.
Il libro che si apre con l’introduzione di Ferraro, riporta i contributi del critico Giovanni Marinetti e dell’architetto Giovanna Mar, oltre la biografia di Plessi. Doviziosamente coreografato, include disegni e scatti progettuali, fotografie documentali dell’opera e immagini architettoniche di Monteleone 21 insieme a vedute di vigneti di Valpolicella e della produzione dell’Amarone.
Nel corso del dibattito non sono mancate citazioni dantesche mirate ed espressioni come quelle di Ferraro riportate anche in catalogo: “L’amarone ha un’anima. Rossa e liquida. Robusta e morbida, come drappo di damasco veneziano.” E ancora ” se ogni vino ha la sua anima, come sosteneva Luigi Veronelli, quella dell’Amarone ha trovato ora la sua rappresentazione fisica. Fatta di luce e movimento digitale”. Da parte sua Sandro Boscaini ha evidenziato la visione alla base del progetto Monteleone 21 e l’importanza che la nuova struttura venga battezzata con un’opera come quella di Plessi perché con Lui è stato bello raccontare l’Amarone e la sua anima più intima attraverso un linguaggio artistico per sua natura universale, capace di interpretare il vino non solo come prodotto ma come espressione culturale del territorio.
Quanto al catalogo la migliore definizione viene a giusto titolo da De Michelis: “IL volume immortala l’opera nel contesto in cui nasce e vive contribuendo a renderne eterno il ricordo”. Infine l’architetto Mar, responsabile della realizzazione della struttura, ha parlato dei cinque anni di lavoro condiviso con il suo affiatato team e della soddisfazione di aver portato a compimento Monteleone 21, uno spazio multifunzionale ispirato al genius loci profondamente radicato nell’identità della Valpolicella e pensato per dialogare con il territorio, tra memoria e contemporaneità, tra innovazione e tradizione.
L’imponente fruttaio di Monteleone 21 ne è l’emblema. Fatto per ospitare colonne di graticci colmi d’uva per la produzione dell’Amarone, pur nell’immensa sua capienza, grazie all’insita idea di fermento creativo, non perde nulla della endemica famigliarità di questi luoghi con la magia della produzione del nettare di Bacco attestandosi metafora di produttività e di promesse mantenute.

E Fabrizio Plessi? Ha detto tutto con la sua opera ma in tale contesto non ha lesinato esternazioni lusinghiere per Masi committente ma prima ancora amico in questa sua nuova “avventura.” Fabrizio Plessi, nato a Reggio Emila (1940) è veneziano d’adozione. E’ tra i pionieri della videoarte italiana. Le sue numerose partecipazioni alla Biennale di Venezia e a festival internazionali, ne hanno fatto un artista capace di sperimentazioni innovative e anticipatrici. Da decenni è ambito in tutto il mondo. Memorabile è stata la sua mostra nella sala delle Cariatidi a Palazzo Reale a Milano con la grande installazione “Mariverticali” cui è seguito l’invito in Cina a Ennova Art Biennale a Langfang. Nel 2025 è stato insignito del premio Masi Civiltà Veneta della Fondazione Masi. Così dopo il fuoco, l’acqua, il vento Plessi ha fatto una cosa grandiosa ispirata al vino.

L’Opera
L’opera di Plessi va oltre la grande video-scultura cui il catalogo è dedicato. Da “L’anima dell’Amarone” prende vita anche da una serie di bottiglie di artista che arricchiscono la collezione Costasera Contemporaryi Art di Masi.
Ma veniamo alla costruzione dell’opera in sé costituita da quattro grandi sandoli veneziani. Sono di un rosso profondissimo e stanno sospesi nello spazio illuminato da cascate di vino generate dall’intelligenza artificiale e precipitano dall’alto in ampi archi luminosi fluendo all’interno delle imbarcazioni. A terra stanno poi posizionate quattro arele cariche di uva appassita che ancorano le barche alla concretezza del processo di produzione dell’Amarone. Le musiche originali di Michael Nyman coronano la fruizione dell’opera che comunque è da vedere di persona perché la descrizione è inevitabilmente riduttiva.
Articolo a cura di Marica Rossi









