Pomea d’Oro 2026, trionfa Silvio Pasquato: l’olio dei Colli Euganei racconta un territorio sempre più protagonista

Pomea d’Oro 2026, trionfa Silvio Pasquato: l’olio dei Colli Euganei racconta un territorio sempre più protagonista

C’è un filo sottile che unisce paesaggio, storia, cultura e agricoltura nei Colli Euganei. Un filo che profuma di ulivo, di terra vulcanica e di tradizioni custodite con passione da generazioni di produttori. È questo il messaggio emerso con forza dalla 28ª edizione del Premio Oleario Pomea d’Oro, il prestigioso concorso dedicato alle migliori produzioni di olio extravergine dei Colli Euganei, che quest’anno ha trovato una cornice d’eccezione nel nuovo MUSeuM – Museo degli Euganei di Villa Beatrice d’Este, recentemente inaugurato sul Monte Gemola.


Un luogo simbolico per celebrare una delle eccellenze più rappresentative del territorio euganeo. Il museo, nato dal recupero della storica villa provinciale di Baone, si propone infatti come nuovo centro di valorizzazione culturale, ambientale e turistica dei Colli Euganei, grazie a percorsi immersivi e tecnologie innovative capaci di raccontare l’anima di questo straordinario territorio.
Promosso dal Comune di Galzignano Terme, dal Parco Regionale dei Colli Euganei, dalla Provincia di Padova e da Aipo Verona, con il coinvolgimento dei nove Comuni dell’area olivicola euganea, il Premio Pomea d’Oro rappresenta ormai uno degli appuntamenti più autorevoli per il comparto olivicolo veneto. Un evento che negli anni ha saputo accrescere il prestigio dell’olio euganeo e valorizzare il lavoro di decine di aziende che investono quotidianamente nella qualità.

Silvio Pasquato vincitore del Premio Pomea d'oro 2026


A conquistare il gradino più alto del podio è stato Silvio Pasquato, premiato per un raffinato blend ottenuto dagli uliveti di Arquà Petrarca. Un olio che ha saputo conquistare il panel di degustazione grazie a un profilo aromatico elegante e complesso: profumi di oliva verde, erba falciata, carciofo, pomodoro e mandorla si fondono armoniosamente in un assaggio equilibrato, persistente e caratterizzato da una perfetta sintonia tra note amare e piccanti.
Un successo che conferma la straordinaria ricchezza del patrimonio olivicolo euganeo. Lo stesso Pasquato, infatti, nella precedente edizione aveva ottenuto il secondo posto con un olio proveniente dagli uliveti di Galzignano Terme. Un risultato che evidenzia come esposizione, altitudine, composizione del terreno e microclima siano in grado di creare caratteristiche sensoriali differenti anche a pochi chilometri di distanza, rendendo ogni produzione unica e irripetibile.


Sul podio sono salite anche Marisa Giacometti, dell’Azienda Agricola Olivicola di Arquà Petrarca, classificatasi al secondo posto, e Antonino Venuto, titolare di Villa Bianca a Galzignano Terme, che ha conquistato la terza posizione.
Particolarmente significativo il dato emerso dalle valutazioni della giuria: sono stati ben 34 gli oli presentati al concorso, con un livello qualitativo medio considerato tra i più elevati degli ultimi anni. Undici campioni hanno superato la soglia dei 90 punti su 100, mentre tutti gli altri si sono collocati tra gli 80 e i 90 punti, dimostrando una crescita costante dell’intero comparto.

Durante la cerimonia i partecipanti hanno potuto degustare gli extravergini in concorso, scoprendo le diverse sfumature aromatiche che caratterizzano gli oli prodotti nei vari versanti dei Colli Euganei. Ad ogni azienda verrà inoltre consegnata una dettagliata scheda tecnica contenente parametri chimici e sensoriali del proprio olio, strumento prezioso sia per il miglioramento qualitativo sia per la promozione commerciale delle produzioni.
La forza dell’olio euganeo nasce proprio da queste colline”, ha spiegato Elisa Bandiera, presidente della giuria e tecnico di Aipo. Un territorio unico, formato da rilievi vulcanici immersi nella Pianura Padana ma aperti alle influenze del mare, dove le escursioni termiche favoriscono caratteristiche organolettiche di altissimo livello e concentrazioni di acido oleico tra le più elevate d’Italia. Un patrimonio che trova ulteriore valore nella dimensione artigianale delle aziende locali, spesso a conduzione familiare, dove ogni pianta viene seguita con estrema cura e le olive vengono frante poche ore dopo la raccolta per preservarne integralmente qualità e aromi.


Per il sindaco di Galzignano Terme Riccardo Masin, Comune capofila del Premio, il Pomea d’Oro rappresenta oggi uno strumento fondamentale per far conoscere fuori dai confini provinciali un prodotto che ha conquistato negli anni crescente prestigio e riconoscibilità. Una visione condivisa anche da Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova e presidente dell’edizione 2026 del concorso, che ha sottolineato come l’olio sia diventato una vera leva di sviluppo turistico, capace di unire paesaggio, enogastronomia e identità culturale.
Alla serata erano presenti anche il senatore Antonio De Poli, che ha definito gli olivicoltori “custodi autentici del territorio”, il presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei Alessandro Frizzarin, che ha richiamato il valore del recente riconoscimento MAB UNESCO della Biosfera, e il sindaco di Baone Francesco Corso, che ha ricordato come la crescita delle eccellenze locali sia il frutto di una visione avviata decenni fa con la tutela del paesaggio e l’istituzione del Parco.

Articolo a cura di Nadia Donato