Manfredonia, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano

Spunti di viaggio per un itinerario sipontino

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Lo Sperone d’Italia, con le sue caratteristiche naturalistiche, rappresenta un crogiolo di paesaggi unico nel suo genere: dalla costa all’entroterra montuoso, il panorama carsico dà ospitalità a numerose varietà di specie vegetali e animali, costituendosi come una delle aree protette più ampie d’Italia.

Uno dei luoghi in cui è possibile apprezzare appieno la bellezza del Gargano è l’Oasi Laguna del Re, aperta al pubblico dall’ottobre del 2020: all’interno dei 56 ettari dell’hub ambientale sono presenti itinerari pedonali e ciclabili, per una full immersion sipontina consigliata – oltre che agli amanti della natura – anche agli appassionati di fotografia (amatoriale e non).

Parte del progetto europeo Natura 2000, il Gargano è zona di nidificazione per ben 170 diverse specie di avifauna, 46 delle quali acquatiche; la Laguna del Re è un’ottima postazione per osservarne la vita – da birdwatchers o da semplici amanti della quiete e degli spazi aperti.

 

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Avvicinandosi all’Adriatico

Il Golfo di Manfredonia potrebbe sembrare un confine, un limite da cui ammirare un mite tramonto marino. Il litorale può certamente essere il termine naturale di una passeggiata attraverso il centro storico della città, una riva su cui camminare gustando un gelato: a Manfredonia, c’è l’imbarazzo della scelta fra i mille gusti disponibili.

I moli del porto, tuttavia, non sono affatto una frontiera invalicabile tra la terraferma e l’orizzonte: al contrario, offrono diverse opportunità per salpare e conoscere il mare più da vicino.
Tra queste, spicca certamente il tour guidato attraverso le sei Grotte marine (Grotta del Pescatore, Grotta del Pescecane, Grotta Campana, Grotta Cattedrale, la Grotta dei Colori e la Grotta dei Sogni) organizzato dalla Horus Lines, compagnia nata nel 2016 e già nota per aver accompagnato i giornalisti di Linea Blu e Sereno Variabile attraverso le onde del Golfo e lungo le sue coste, rosate all’ora del tramonto.

Durante le otto ore totali di escursione, sarà possibile sostare, da bagnanti, presso la baia di Vignanotica e (più tardi) presso la spiaggia di Mattinatella, prima di tornare all’approdo presso il Molo di Ponente di Manfredonia.

 

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Il Castello di Manfredonia

Una tappa da non perdere, all’interno della città fondata da Manfredi di Svevia nel lontano 1256, è la visita al Castello Svevo-Angioino-Aragonese, sede del Museo Archeologico riaperta al pubblico dall’aprile di quest’anno. Nata sulla base di un progetto dell’architetto Pierre d’Angicourt, la struttura militare subisce nel tempo numerose trasformazioni, seguendo le vicissitudini storiche della città fino al 1901, quando rientra fra i beni comunali di Manfredonia.

Proprietà statale dal 1968, il Castello, oltre ad essere esso stesso un’opera da ammirare, invita a seguire un percorso espositivo che dal Neolitico porta all’epoca della civiltà daunia, di cui sono qui conservati circa duemila manufatti: si tratta di una raccolta non ancora del tutto compresa di lastre istoriate, ritrovate inizialmente da un gruppo di contadini e successivamente analizzate da Silvio Ferri, archeologo lucchese.

Dal 2021, è stato realizzato un deposito a vista per 84 di esse: risalenti all’epoca compresa fra il VII e il V secolo a.C., sono frammenti di una cultura che ci raggiunge sotto forma di eco indistinta, avvolta dalle suggestioni del mito, dei rituali di culto, delle credenze apotropaiche.
Sono oggetti dai contorni indefiniti, che ci riconsegnano alcune fotografie ante litteram di acconciature, abiti e riti ormai non più noti.

Il Museo dei Pompieri e della Croce Rossa Italiana

Da ultimo (ma assolutamente non da meno), in questa rassegna dedicata a Manfredonia è doveroso citare il meraviglioso Museo dedicato alla cronistoria della lotta contro gli incendi, così come si è evoluta nel nostro Paese: dai mezzi antincendio trainati con la forza dei cavalli alle più moderne autovetture, attraverso un’esposizione estesa su 2500mq, per un totale di oltre 3000 oggetti tra uniformi (in numero di 80, dai modelli della metà dell’Ottocento a quelli di fine Novecento), documenti ufficiali, cartoline, illustrazioni, elmetti, fotografie, sistemi di salvamento aerei, telefoni, allarmi, biciclette. Un assortimento di oggetti risalenti agli anni compresi tra il 1700 e il presente, raccolto in mezzo secolo di attente ricerche.

Nato da un’idea di Michele Guerra, il museo si propone come un’esperienza didattica, oltre che come una collezione unica nel suo genere; ogni passo attraverso la mostra ricorda l’importanza della tutela della sicurezza, invitando il visitatore a riflettere sugli incidenti susseguitisi, qui modellizzati e riproposti, e a conservarne un’attenta e rispettosa memoria.

Aperto a scuole, famiglie e tour guidati per gruppi di turisti, il museo è teatro di eventi e iniziative tutte da scoprire: non perdete dunque l’opportunità di visitarlo!